Discariche usate per fare cassa. Ruggeri: «La Regione intervenga, ingiustificata la gestione di Mms»

La discarica di Monteschiantello
La discarica di Monteschiantello
di Lorenzo Furlani
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Domenica 13 Febbraio 2022, 07:50

PESARO - La gestione delle discariche in provincia di Pesaro Urbino viola da 5 anni la pianificazione regionale e la giunta del presidente Francesco Acquaroli deve sanare questa stortura. Un’interrogazione in consiglio regionale della capogruppo del M5s solleva la principale contraddizione del piano d’ambito dei rifiuti che prevede la chiusura accelerata delle discariche di Tavullia e Urbino con i rifiuti speciali provenienti da tutta Italia e individua un unico impianto provinciale per i rifiuti indifferenziati del territorio, a Monteschiantello, tra Fano e San Costanzo, che però è prossimo alla saturazione e quindi richiederà un ampliamento con altro consumo di suolo agricolo. Marta Ruggeri chiede al governatore Francesco Acquaroli di far rispettare i principi di autosufficienza e di prossimità previsti dalla legge per lo smaltimento dei rifiuti tutelando l’ambiente e il territorio.

 

Annullato il motivo economico
La distorsione della pianificazione è diventata conclamata con l’adozione nel settembre 2021, in ritardo di 5 anni rispetto ai tempi previsti dal piano regionale del 2015, del piano provinciale dei rifiuti da parte dell’Autorità territoriale d’ambito, che ha annullato di fatto la motivazione economica per la quale l’Ata, recependo un accordo di programma firmato da Provincia, Marche Multiservizi e gli altri enti interessati, nel 2017 aveva autorizzato lo sfruttamento intensivo delle discariche di Ca’ Asprete di Tavullia e Ca’ Lucio di Urbino: finanziare l’impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti allora previsto a Ca’ Asprete, prevedendo che l’aumento degli introiti delle discariche per il gestore mitigasse per due anni la ricaduta dell’investimento sulle tariffe degli utenti.

Il recente piano d’ambito ha superato questa previsione, valutando l’Ata che non sia più necessario il Tmb, il quale verrà riconsiderato nel 2025 quando eventualmente verrebbe localizzato nella discarica di Monteschiantello, quindi a carico di Aset.

Perciò attualmente non è in alcun modo giustificato l’aumento del profitto per Marche Multiservizi derivante dal conferimento nei due impianti di rifiuti speciali nelle quantità e con le provenienze che derogano ai due limiti del piano regionale: il 50% dei rifiuti urbani e l’ambito regionale.

«La gestione dei rifiuti nella provincia di Pesaro e Urbino - evidenzia Marta Ruggeri - viola da tempo le disposizioni del piano regionale e ritengo che la giunta Acquaroli non possa tollerare oltre questa situazione: sono sconfessate dai fatti le ragioni con cui si è cercato di giustificarla».

L’irregolarità già rilevata
Nell’interrogazione, sottoscritta anche dall’altra consigliera regionale pentastellata Simona Lupini, Marta Ruggeri rileva che questa modalità operativa è già stata censurata dal servizio tutela, gestione e assetto del territorio della Regione che all’epoca dell’esame del piano preliminare d’ambito aveva rilevato il contrasto con la logica del piano regionale, avvertendo che la conferma di questo indirizzo avrebbe comportato un parere di non conformità del successivo piano d’ambito (sul quale è attualmente in corso la valutazione ambientale strategica in capo della Provincia, il cui presidente Paolini presiede anche l’Ata).

La capogruppo dei 5 Stelle, inoltre, fa notare come il ruolo strategico delle discariche nella provincia di Pesaro Urbino sia stato ribadito nella proposta di atto amministrativo, relativa all’accoglimento dei rifiuti da San Marino, approvata dal consiglio regionale nel dicembre scorso, vista la carenza di analoghi impianti nel Sud delle Marche.

L’unico impianto da ampliare
Una previsione, dunque, manifestamente anomala perché questa funzione strategica degli impianti viene negata all’interno della stessa provincia pesarese posto che la discarica di Urbino, in base alle quantità di conferimento del 2017 e secondo le regole del piano regionale, avrebbe capienza fino al 2047 e quella di Tavullia fino al 2043, mentre con le attuali quantità massive di rifiuti in arrivo da fuori regione i due impianti verranno chiusi l’anno prossimo (Ca’ Lucio) e nel 2027 (Ca’ Asprete) mentre la discarica di Monteschiantello, che dovrebbe sostituirli come unico impianto di smaltimento in provincia per i rifiuti indifferenziati, si esaurirà tra il 2026 e il 2027.

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