In carcere per violenza sessuale al parco sul ragazzino minorenne: «Al buio sembrava più grande»

In carcere per violenza sessuale al parco sul ragazzino minorenne: «Al buio sembrava più grande»
In carcere per violenza sessuale al parco sul ragazzino minorenne: «Al buio sembrava più grande»
di Luigi Benelli
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Mercoledì 8 Dicembre 2021, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 15:57

PESARO - In carcere perché arrestato per violenza sessuale su un 16enne al parco Miralfiore. Ieri l’incidente probatorio in tribunale a Pesaro, in audizione protetta per tutelare il ragazzino, che ha raccontato la sua versione dei fatti. Un racconto lucido e lineare.

L’episodio risale alla sera del 4 novembre, intorno alle 18,30. Era già buio al parco Miralfiore e un uomo tra i 55 e 60 anni, seduto su una panchina, avrebbe visto il ragazzino. L’uomo gli avrebbe detto una frase provocatoria molto allusiva, aveva bevuto dunque i freni inibitori erano scemati.



«Non sono gay» 

Il giovane si sarebbe seduto, incuriosito da quanto stesse facendo quell’uomo, solito frequentare il parco. Fianco a fianco l’adulto si è spinto ben oltre iniziando a toccare il giovane e qualcosa di più. Il tutto sarebbe durato pochi secondi perché il ragazzo, impaurito è poi scappato. Gli avrebbe detto di non essere gay. Un lasso di tempo in cui il minorenne è rimasto come pietrificato, prima di accorgersi dell’arrivo di un’auto e cogliere l’occasione per andarsene. Ha subito chiamato la polizia che è intervenuta sul posto. L’uomo era ancora lì all’arrivo delle divise. L’avvocato Michele Mariella difende l’indagato. «All’arrivo degli agenti di Polizia il ragazzino è andato a denunciare tutto. Il mio assistito dice che in quel momento, sotto la luce dei lampioni, si è accorto della giovane età e avrebbe esclamato: «Dovevi dirmi che eri minorenne, al buio non ti avevo visto». Se il ragazzino è sconvolto, anche il mio assistito lo è. Risiede a Pesaro da tempo, ha un lavoro stabile. Sostiene di aver fatto questa cosa perché pensava che il giovane fosse consenziente e maggiorenne». L’uomo era stato arrestato per il reato di violenza sessuale aggravata dal fatto che la parte offesa è minorenne. In sede di convalida il pm aveva chiesto la misura della custodia cautelare in carcere, dove tutt’ora si trova il 60enne. Acquisito l’incidente probatorio il pubblico ministero si avvierà verso la chiusura dell’indagine. «E’ possibile che venga chiesto un giudizio immediato – chiude Mariella – noi opteremo per un rito alternativo. Il mio assistito ha ammesso il fatto, seppur pensando che il giovane fosse maggiorenne e consenziente».

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