Il legale della 20enne violentata nel parcheggio della discoteca: «Incubo che segnerà la ragazza per sempre»

Il legale della 20enne violentata nel parcheggio della discoteca: «Incubo che segnerà la ragazza per sempre»
Il legale della 20enne violentata nel parcheggio della discoteca: «Incubo che segnerà la ragazza per sempre»
di Luigi Benelli
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Martedì 14 Giugno 2022, 03:55

PESARO - Pesarese violentata nel parcheggio di una discoteca a Cattolica, i messaggi in codice e il dolore. E’ prevista per oggi l’udienza di convalida dell’arresto del 22enne albanese residente a Vallefoglia, operaio edile che vive con lo zio. Intanto la vittima, ha nominato Elena Fabbri come avvocato difensore, per sostenerla nell’accusa. Il fatto è avvenuto nella notte di sabato quando una 20enne pesarese ha conosciuto il 22enne in una discoteca in spiaggia.

Lui era stato introdotto nel gruppo come amico in comune. I due si sono parlati, la musica era alta, così si sono allontanati. Lui l’ha convinta a seguirla in un vicolo che porta a un’area di sosta. Ha iniziato a farle delle avances, ma lei le ha rifiutate. Anzi, insospettita che potessero essere qualcosa di più, ha mandato un messaggio in codice a un amico. Una frase che il ragazzo ha interpretato come richiesta d’aiuto. Ma la situazione è precipitata perchè l’albanese l’ha afferrata ai fianchi cercando di spingerla tra la vegetazione, le ha poi strappato i vestiti per abusare di lei nella verde tra il parcheggio e la foce del fiume Conca. Nonostante lei lo implorasse di smetterla lui le ha sfilato i pantaloni e ha abusato di lei con violenza. Lei è scappata in lacrime e si è ricongiunta alle amiche e amici che hanno chiamato i carabinieri. Poi è stata trasportata all’ospedale di Rimini e i medici l’hanno giudicata guaribile in 15 giorni. Qui l’aggressore con dei connazionali è venuto a contatto con l’amico che aveva ricevuto i messaggi. Ne è nata una colluttazione e l’italiano ha avuto la peggio. «I fatti accaduti sabato notte sono di estrema gravità e segneranno la giovane ragazza per sempre - spiega l’avvocatessa Elena Fabbri - In qualità di suo difensore mi auguro che l’autore di questi gesti possa avere una giusta condanna e sono contenta che la giovane abbia inteso subito denunciare l’accaduto». Elena ha incontrato la giovane. «E’ molto provata, si sta rendendo conto di quanto subito. L’ho sentita più addolorata oggi (ieri ndr) che nelle ore dopo quanto accaduto. Un momento che purtroppo la segnerà per sempre. La famiglia e gli amici sono stretti intorno a lei, ma non sarà facile superare un trauma di questa portata. Ora ci sarà l’udienza di convalida, poi le staremo vicino per avere giustizia». Domenica 12 giugno i carabinieri si sono presentati a casa del giovane a Vallefoglia e l’hanno arrestato. È difeso da Marco Defendini che ieri ha tentato di incontrarlo in carcere, ma ancora non erano state espletate tutte le procedure di immatricolazione. Oggi il ragazzo potrà avvalersi della facoltà di non rispondere o potrà raccontare la sua versione al giudice.

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