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Violenta l’ex nel locale dove lavorano e poi la minaccia: «Se mi denunci ti faccio ammazzare»

Violenta l ex nel locale dove lavorano el'aggredisce con parole durissime: «Se mi denunci ti faccio ammazzare»
Violenta l’ex nel locale dove lavorano el'aggredisce con parole durissime: «Se mi denunci ti faccio ammazzare»
di Luigi Benelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Dicembre 2021, 01:50 - Ultimo aggiornamento: 15:59

PESARO -  Gli vengono contestati episodi di sopraffazione e abusi sessuali: avrebbe stuprato la sua ex al ristorante dove entrambi lavorano, l’avrebbe presa per i polsi, strappato le mutandine e costretta a subire un rapporto con la forza vicino al congelatore. Con queste accuse per un 47enne pesarese è scattata la misura cautelare in carcere per violenza sessuale e lesioni. Lui nega tutto. 


Secondo quanto raccolto dalla deposizione della donna, 46enne moldava, tutelata in sede civile dall’avvocatessa Elena Fabbri, lui si sarebbe fatto trovare nudo sul retro, vicino al bagno del ristorante. Qui le avrebbe imposto di fare sesso nonostante le minacce di lei di denunciarlo e i pianti. Lui l’avrebbe presa per i capelli e detto frasi ingiuriose e che il suo pensiero era di dover fare sesso. Poi le avrebbe tolto le mutandine e violentata spingendola contro il congelatore. In un’altra circostanza l’avrebbe presa per i polsi tirandola con forza verso il divano. La ragazza si è difesa sferrando un calcio al suo ex grazie al quale era riuscita a fuggire dalle sue grinfie. 


Ma in un’altra circostanza lui l’avrebbe presa per il collo facendola urtare contro un mobile. Lei era caduta a terra perdendo conoscenza. Il 10 novembre si era presentata al pronto soccorso dove aveva ricevuto 7 giorni di prognosi. Qui è scoppiato il vaso di pandora degli abusi perpetrati e subiti e la donna ha raccontato tutto agli agenti della squadra Mobile di Pesaro diretti da Eleonora Cognigni. Condotte reiterate da giugno fino a novembre, quando la donna ha vinto i timori denunciando tutti i soprusi. Lui l’aveva minacciata di ucciderla se lei lo avesse denunciato dicendole che l’avrebbe disossata, sepolta viva o fatta ammazzare da un suo amico. Timori che la donna ha fatto presente agli agenti che l’hanno ascoltata e protetta facendo attivare il codice rosso contro le vittime di violenza. Così è scattata la misura cautelare in carcere per l’uomo.

Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni fucili da caccia, detenuti dal defunto nonno, che l’uomo aveva menzionato nel corso di una delle tante minacce, pertanto anche gravi, proferite nei confronti della donna. L’avvocato Matteo Mattioli ha assistito l’uomo durante l’interrogatorio di garanzia di ieri mattina. «Nega gli addebiti - ha detto il legale - la denuncia sarebbe stata portata avanti dalla ex per vecchi attriti e questioni economiche legate alla gestione condivisa del ristorante. Abbiamo chiesto l’attenuazione della misura con il divieto di avvicinamento o con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Andremo avanti per dimostrare un’altra verità». 


L’indagato si era già reso colpevole di analoghe violenze fisiche e morali nell’ambito di ben due diverse relazioni avute in precedenza: per tali fatti in uno di tali casi era stata applicata la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare. Un processo è tutt’ora in corso nei confronti di una 40enne per violenza sessuale. Qui le avrebbe detto che se non subiva il rapporto sessuale, se ne sarebbe dovuta andare di casa e che l’avrebbe denunciata per abbandono di minore, visto che i due hanno avuto un figlio insieme. E poi l’avrebbe costretta a lavorare nel suo locale anche quando lei era incinta. Senza pagarla. 

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