«È ora d'intitolare una via a Craxi». Ricci sdogana anche l'ultimo tabù, ma è polemica

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Silvia Sinibaldi
«È ora d'intitolare una via a Craxi». Ricci sdogana anche l'ultimo tabù, ma è polemica

PESARO - Forse lo ha turbato Favino con il suo magistrale Bettino Craxi. O forse ha sentito l'irresistibile richiamo della pax storica, o piuttosto gli è mancato il coraggio di lasciare da sola, nei Giardini del mare, la povera Nilde Iotti con quel suo scudetto Pci che fa tanto politico d'antan: sta di fatto che Matteo Ricci ha reso noto di voler intitolare una via a Bettino Craxi. Convinto che la storia sia una livella come la morte per il principe Antonio De Curtis, ha sdoganato l'ennesimo show-choc dopo la sparigliata dei 5 Stelle. E pensare che lo scorso 20 gennaio da Hammamet arrivò la richiesta di Mauro Mosconi a Massimo Seri: «Intitola una via a Craxi». Seri non ha risposto ma Ricci sì.

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«In primavera - ha detto il sindaco - inaugureremo tre nuove opere e ho proposto di dedicarle a Nilde Iotti, Bettino Craxi e Antonio Brancati: quest'anno cade il centenario della nascita di Nilde Iotti. Staffetta partigiana, grande politica del Pci e prima presidente donna della Camera dei Deputati. A lei vogliamo intitolare i nuovi giardini del Mare in via Colombo (vicino alla Palla). Ritorneranno infatti ad essere giardini artistici grazie alla collaborazione della Fondazione Scavolini, di Aspes e della scuola di Agraria. Quest'anno cade anche il ventennale della morte di Bettino Craxi. Leader socialista e Presidente del Consiglio, è stato protagonista della politica italiana per tutti gli anni 80. Ognuno rimane del suo giudizio sugli errori commessi e nessuno vuole rimuovere le vicende giudiziarie di Tangentopoli, ma è giunta l'ora di guardare le cose da un punto di vista storico».
 
E cosa significa guardare da questo punto di osservazione? «La statura politica, la visione europea, la politica internazionale di Craxi sono indiscutibili e la sua politica ha segnato la vita del Paese e la storia del riformismo italiano. A lui vorrei dedicare la nuova strada in realizzazione che collegherà il quartiere di Cattabrighe e di Vismara, una nuova strada di circa 400 metri vicino il Famila». Insomma una via operaia, senza lustrini, così per non offendere sensibilità diverse dalla sua. «Inoltre - conclude Ricci - la nuova scuola media di via Lamarmora sta per essere terminata. Abbiamo recepito la proposta del quartiere e del Provveditorato agli studi di dedicarla a Antonio Brancati, studioso emerito pesarese, direttore della Biblioteca e dei Musei Oliveriani dal 1974 al 2009».
L'effetto social
Detto questo è stato a vedere l'effetto che fa. Sui social una valanga di bocciature, il tentativo di molti utenti di spiegare che Bettino Craxi, non è proprio un nome da spendere. La palma va all'internauta che ha scritto: «Ho controllato due volte che non fosse Riccio Mattei» ovvero l'alter ego Fb del sindaco. Ma anche: «Prima di una via a Craxi voglio un' autostrada dedicata a Saverio Borrelli che i manigoldi come Craxi li ha condannati». Una slavina di oltre 500 commenti per la stragrande maggioranza contrari e per i cui autori la distanza storica non basta a emendare le responsabilità. Ricci si accartoccia ripetendo che lui ha iniziato a far politica contro Andreotti, Craxi e Forlani, nega di essere alla ricerca di consensi socialisti, pare fulminato sulla via di Damasco: «L'ho fatto sapendo che sarebbe stata una proposta ancora divisiva» e pronto a subirne le conseguenze. Il plauso lo incassa dal capogruppo di Forza Italia a Palazzo Pirelli Gianluca Comazzi che di Ricci dice: «Un esempio di lungimiranza che mette ancor più in imbarazzo gli esponenti del Pd milanese: incapaci di prendere una decisione, sono stati rampognati anche dal sindaco Sala».
 

Ultimo aggiornamento: 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA