In coda per il vaccino rifiutano AstraZeneca: proteste disagi all'ex Ristò
e il sindaco Ricci sbotta con la Regione e l'Asur

Venerdì 9 Aprile 2021 di Letizia Francesconi
Gente all'ex Ristò in attesa di farsi vaccinare

PESARO - «Non vogliamo AstraZeneca». Così in tanti ieri mattina al centro vaccini unico dell’ex Ristò. La circolare del Ministero della Salute diffusa mercoledì sera, dopo il pronunciamento di Ema (Agenzia europea per i medicinali) con l’indicazione di somministrare il siero AstraZeneca ai soggetti fra i 60 e 70 anni, ha prodotto ieri un effetto a catena fra i prenotati in lista al centro vaccinale dell’ex Ristò. Interrogativi, perplessità, richieste di informazioni e alla fine diverse rinunce. «Così non va» torna a rimarcare con un post sui social anche il sindaco Matteo Ricci.

 

 

E così alle 16 di ieri si erano vaccinati in 430 soprattutto over 70, e tutto fra difficoltà di gestione dei flussi e un certo ritardo accumulato sulla tabella di marcia predisposta da Asur e Dipartimento di Prevenzione di Area Vasta. All’esterno del punto vaccinale per quasi tutta la giornata e fin dal primo mattino, una lunga fila di 70enni e anziani in lista attendevano spiegazioni e rassicurazioni da operatori di Protezione civile e sanitari, su quale tipo di vaccino sarebbe stato loro somministrato. «Una situazione gestita ora dopo ora – riferisce il coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile, Ugo Schiaratura – che ha prodotto un rallentamento nel lavoro delle postazioni mediche dedicate all’anamnesi. Disagi e attese che hanno fatto slittare di una mezzora la chiusura per la pausa pranzo. Stessa istantanea che si è ripresentata nelle prime ore del pomeriggio, con una coda di un centinaio di prenotati in attesa del parere del medico Asur prima di ricevere il siero e c’è chi ha rinunciato alla somministrazione». Per il sindaco Ricci invece i disagi organizzativi hanno coinciso anche con la mancanza di personale sanitario di Asur. In effetti dall’interno del centro, gli operatori volontari hanno notato difficoltà in più alle postazioni vaccinali proprio per la mancanza di alcuni sanitari addetti all’anamnesi. «Anche oggi - ha scritto Ricci - disagi organizzativi per la vaccinazione. Il posto è eccezionale ma pare che funzionassero solo 2 punti vaccinazione su 8. Pare che mancasse personale sanitario per la somministrazione del siero. Cara Regione Marche e Asur sono mesi che vi diciamo che dobbiamo migliorare e potenziare il lavoro: bisogna moltiplicare i posti e gli operatori sanitari. Il luogo scelto a Pesaro va benissimo, ma se non ci sono vaccinatori si creano disagi e file. Mi dispiace per i tanti cittadini che hanno segnalato a me e altri sindaci queste grandi difficoltà». I numeri: è il servizio di prenotazione unico Cup, che coordina i flussi delle sedi vaccinali a fotografare la situazione. «Da un’analisi dei primi dati parziali della giornata di ieri – entra nel merito il referente del servizio Stefano De Angelis – è evidente che l’effetto mediatico della circolare del Ministero alla Salute sulle raccomandazioni AstraZeneca, si è fatto sentire. Dai nostri elenchi ieri all’ex Ristò erano previsti 786 soggetti da vaccinare, soprattutto 70enni e altri over 80 ancora da terminare. Eppure fra le 16 e le 17, il trend vaccinale si è mantenuto sotto la media. Su 786 prenotati ne sono stati vaccinati 436. In condizioni normali invece rispettando liste e tempi di attesa a metà pomeriggio si dovevano raggiungere i 480 soggetti già vaccinati. Uno scarto di oltre 40 prenotati, anche se resta da capire quanti abbiano rinunciato alla dose AstraZeneca e per quanti invece sia stata sconsigliata dal medico Asur».«Tutti gli over 70 - prosegue il coordinatore di Protezione civile, Schiaratura - hanno chiesto di poter parlare con il medico Asur non appena è stata confermata la somministrazione del siero AstraZeneca. Una situazione che ha rallentato e non poco gli operatori medici delle postazioni di anamnesi. Diversi minuti da dedicare ad ogni prenotato per spiegare, considerate le nuove disposizioni, se quel tipo di siero poteva essere somministrato senza complicazioni, anche in relazione alla documentazione medica prodotta. Tanti così gli interrogativi e tanti i soggetti indecisi». Chi ha rifiutato o continuerà a dire no ad AstraZeneca finirà in coda alla lista. A ribadirlo è la direttrice del Distretto sanitario di Pesaro, Elisabetta Esposto. «A meno di 24 ore dalla circolare del Ministero – osserva – l’indicazione data dal nostro Dipartimento di Prevenzione di Area Vasta 1 è stata quella di utilizzare tutte le fiale del vaccino Pfizer già a disposizione e stoccate, in modo tale di rinviare a successiva prenotazione, il minor numero di soggetti possibile. Resta il fatto che da questo momento ad un soggetto sotto i 60 anni AstraZeneca non può essere dato. Va comunque ricordato alla cittadinanza, che l’ultima parola su quale tipo di siero somministrare, spetta al medico vaccinatore della sede ma viste le indicazioni così stringenti di Aifa ed Ema, resta anche per loro poco margine di manovra».

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