«Lei visita siti pedopornografici, ora deve pagare». Falsa lettera della polizia postale, in due giorni tante vittime del phishing

Martedì 26 Aprile 2022 di Luigi Benelli
La mail-truffa reca l'intestazione della Polizia delle comunicazione ma è ovviamente un falso per attirare in trappola

PESARO - La lettera che manda nel panico le persone, facendole credere di aver trovato materiale pedopornografico nei loro computer. Il testo fasullo reca l'intestazione della Polizia Postale ma è ovvio che si tratta di un fake clamoroso per indurre in errore. Eppure diversi pesaresi ci sono cascati tanto che l’avvocato Matteo Mattioli ha risposto a diverse chiamate sia domenica che ieri, festa della Liberazione

 
La trappola
«Dicono di aver trovato dei filmini hard nel mio account, mi arrestano se non pago la sanzione. Ma io non c’entro nulla». Più o meno questo il tono delle chiamate. «Ne sono arrivate diverse – spiega Mattioli – in realtà è in corso una nuova campagna di phishing attraverso false email e messaggi social. Non bisogna cascarci, né pagare un centesimo perché sono delle truffe». La lettera è stata realizzata indicando nel testo il nome della Dott.ssa Nunzia Ciardi, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, ex Direttore della Polizia Postale. Tali falsi messaggi utilizzano anche loghi della Polizia e prospettano alla vittima una inesistente indagine penale nei suoi confronti; il tutto allo scopo di causare agitazione nel destinatario, inducendolo a ricontattare i truffatori ed esponendosi in tal modo a successive richieste di pagamenti in denaro e alla comunicazione di propri dati personali. 


La modalità
Nessuna forza di polizia contatterebbe mai direttamente i cittadini, attraverso email o messaggi, per richiedere loro pagamenti in denaro o comunicazioni di dati personali, dietro la minaccia di procedimenti o sanzioni penali. Il testo dice: «Ti inviamo questo mandato poco dopo un sequestro informatico per informarti che sei oggetto di diversi procedimenti penali per pedopornografia, pedofilia, esibizionismo, traffico sessuale, cyberpornografia». La lettera diventa persino colloquiale perché il testo dice: «Hai commesso il reato dopo aver visualizzato un sito di pornografia infantile e i tuoi scambi sono stati registrati». Il testo diventa quasi comico quando si sottolinea che un «cybergendarme ha le prove dei tuoi reati». 


La richiesta
Poi la richiesta. «Rispondi alla mail entro 72 ore per valutare le sanzioni opportune ed evitare la denuncia al pubblico ministero che stabilirà un immediato arresto». Il tutto dando del “tu” al cittadino con tanto di minaccia finale: «La tua pratica sarà trasmessa ai media e ai tuoi familiari e sarai registrato in tutta Europa come molestatore sessuale». Qualcuno c’è cascato e le telefonate di gente impaurita sono arrivate ad alcuni avvocati pesaresi.

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