«Chiediamo giustizia per Milena». La famiglia della 14enne morta querela i conducenti delle auto

«Chiediamo giustizia per Milena». La famiglia della 14enne morta denunciano i conducenti delle auto
​«Chiediamo giustizia per Milena». La famiglia della 14enne morta denunciano i conducenti delle auto
di Miléna Bonaparte
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Venerdì 18 Novembre 2022, 04:05 - Ultimo aggiornamento: 22:57

PESARO  - «È stata uccisa lungo la strada che la portava a scuola, Milena». Un reato, l’omicidio colposo stradale, sul quale è aperto un procedimento penale in Procura e la famiglia della studentessa 14enne di Mombaroccio, morta nello schianto a Ponte Valle, ha presentato attraverso l’avvocatessa Michelina Marsilii querela contro i conducenti delle due automobili che si sono scontrate all’incrocio del Melograno. Il Pm sta indagando sulle responsabilità, ascolterà i testimoni e potrebbe nominare dei periti.


Le testimonianze


Diventano pertanto decisivi i racconti sia della sopravvissuta compagna di classe Denise, 14 anni, anche lei di Mombaroccio che era a bordo dell’auto quel martedì mattina insieme a Milena Lentini. Da qualche giorno la ragazzina, rimasta ferita non gravemente, è uscita dall’ospedale San Salvatore ed è ancora a letto in convalescenza, per questo non ha potuto essere presente al funerale di mercoledì pomeriggio, celebrato dall’arcivescovo Sandro Salvucci nella chiesa dei Santi Vito e Modesto del borgo medievale. Sia di Matteo, 19 anni, alla guida della Ford Fiesta nera, che vive nella frazione di Montegiano e che anche lui non ha partecipato alle esequie. Sia della pesarese di 30 anni che con la sua Honda Logo stava svoltando verso la valle Tresole. 


«Adesso chiediamo giustizia per Milena - afferma lo zio Gabriele Lentini che come tutta la famiglia non si dà pace per la tragedia -, il nostro legale già prima dei funerali ha depositato la querela. Chi è colpevole della morte della ragazza deve pagare per le sue colpe». La denuncia, spiega l’avvocatessa Marsilii, è «sia contro il ragazzo amico della studentessa, sia contro chiunque risulterà, a indagini espletate, responsabile della sua morte. Ci potrebbe essere un concorso di colpa. Gli accertamenti sono in corso». Una giustizia terrena auspicabile da chiunque che però non potrà mai compensare lo strazio della morte di Milena. Toccante il messaggio affidato ai social, con fotografie e video ricordo, dalla zia Stefania Praticò che, avendo perso la ragazza la mamma Marianna a gennaio del 2019 per una leucemia, era un po’ una sua seconda madre.


Il messaggio


«Amore mio, oggi sarà difficile per me e tutti noi darti l’ultimo addio, ancora non riesco a crederci - ha scritto Stefania prima del funerale -. Ho il cuore spezzato, mi dicevano che la morte di un figlio ti annienta. E anche se non sei mia figlia è come se lo fossi stata nei tuoi brevi anni, mi hai regalato la gioia di essere zia e mi hai dato tanto amore sin da piccolina, quando eri come una cozza sempre attaccata, piangevi quando volevi dormire con me e io ti dicevo che mi tiravi i calci nel lettone. Amore mio, quanto mi mancherà la tua risata, ogni angolo della casa ti ricorderà con il tuo cellulare su TikTok, non so se sarò capace di accettare tutto questo. Fai buon viaggio verso la mamma e dille che le voglio bene». 

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