Arretramento della ferrovia, Ricci sconvolto dall’opposizione di Baldelli: «Occasione storica, guai se la Regione dirà no al bypass»

Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro
Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro
di Thomas Delbianco
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Giovedì 7 Aprile 2022, 07:15

PESARO - «Entro fine mese il ministro confermerà la ripartizione delle risorse. La Regione non metta in discussione l’investimento storico sull’arretramento della ferrovia e non faccia campanilismi, Pesaro non è una città esterna alle Marche. E Fano si può coinvolgere nel piano trovando le risorse in una fase successiva». Il sindaco Matteo Ricci si è detto «abbastanza sconvolto del dibattito nelle Marche sull’arretramento della ferrovia. Un dibattito avvilente e che non ha nulla di strategico e rischia solo di fare confusione, oltre che far rischiare di perdere un’opportunità storica, a causa di un livello molto basso e sbagliato del dibattito». 

 
Dagli inizi
L’idea dell’arretramento della ferrovia nasce nel 2012, «con l’aggiornamento del Ptc (Piano Territoriale di Coordinamento) della Provincia. Ai tempi – continua – inserimmo una norma di salvaguardia del tratto di territorio perché, se volevamo potenziare la ferrovia nel versante adriatico, non potevamo pensare di far passare il treno in riva al mare. Nel 2018 emerse la volontà di Ferrovie dello Stato di intervenire sul nodo pesarese, per recuperare 4 minuti sulla tratta. Ma il ministero non era d’accordo sullo spostamento della ferrovia dai centri abitati». Da lì il cambio di rotta, verso la proposta di arretrare la ferrovia lungo l’asse autostradale e spostare la stazione a circa due chilometri da quella attuale «per intercettare anche il trasporto merci». Un progetto da 1,2 miliardi, inserito nei 5 miliardi del potenziamento della Bologna-Bari, con la Green Line. «Una nuova circonvallazione sostenibile, un tratto sormontabile e attraversabile a piedi e in bici, al posto delle attuali rotaie». I fondi sono quelli del bilancio pluriennale dello Stato che ha scadenza al 2033. Per Pesaro 1,2 miliardi. L’ipotesi messa sul piatto nel progetto è quella di arretrare la ferrovia dopo il passaggio di Gradara, con la stazione spostata tra l’interquartieri e l’autostrada, in zona strada dei Cacciatori.


Incalzare
Incalza il sindaco: «È un’opportunità storica, parliamo di 1,8 miliardi per le Marche. Ma sono sconvolto dal dibattito nato in Regione. L’assessore Baldelli parla di un bypass irricevibile perchè aumenterebbe il traffico dei treni. È una argomentazione avvilente che non ha nulla di strategico e rischia di tagliare fuori le Marche dalla media velocità Adriatica facendola piombare in un isolamento infrastrutturale. Noi chiediamo che questo progetto coinvolga anche Fano perchè dalla galleria di Novilara si può arrivare fino a Fano in 7 km di tracciato. Per ora i fondi non ci sono, ma il ministro ha inserito questo potenziamento nell’ambito dei corridoi Ten-T fondamentali per lo sviluppo europeo. Tuttavia vedere la Regione così titubante è allucinante. Un buon amministratore pensa allo sviluppo della sua regione. Mi aspettavo una festa e invece vedo contrarietà, mi chiedo se l’assessore Baldelli ritenga che Pesaro sia nelle Marche o no. Pesaro è di serie B? Ora è necessario che la Regione chiuda l’accordo e si lavori per trovare risorse anche per Fano. Dobbiamo temere l’isolamento, perchè con il completamento della tratta Napoli-Bari dell’alta velocità, rischiamo che sull’Adriatica non passi più nessuno. E invece ci sono in gioco il potenziamento del porto d’Ancona e lo sviluppo attorno alla ferrovia di aziende che potranno utilizzare il treno anche per il trasporto merci. Non serve l’Intesa Stato-Regioni, ma sarebbe opportuno un parere favorevole». 


Chi la spunta
Per Ricci «il ministro Giovannini non è pazzo. Ha fatto una ripartizione, costruita con Ferrovie dello Stato, coinvolgendo le Regioni. Una scelta non politica, ma strategica e tecnica. Secondo me è abbastanza sorpreso per la risposta. Nella riunione con le regioni, i referenti degli altri territori si mandavano i messaggi tra di loro, dicendo che se le Marche i soldi non li vogliono, li prenderanno loro volentieri». Ricci invita il presidente della Regione Francesco Acquaroli, «persona intelligente» a ragionare. «Nessuno si permetta di mettere in discussione un investimento storico per le Marche. Ora cosa facciamo buttiamo via tutto, perchè Pesaro è governata dal centrosinistra? Siamo la seconda città delle Marche, con 1700 abitanti meno di Ancona. Un amministratore serio prende il grande risultato e crea le condizioni per aggiungere altro». 

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