PESARO - Ubriaco chiede ancora da bere, ma al diniego del barista scatta il finimondo con tanto di minacce con un bastone e un pugno sferrato in faccia all’esercente. E’ finita che è intervenuta la polizia e ha arrestato l’uomo in evidente stato di alterazione alcolica.
La ricostruzione
E’ successo ieri nel primo pomeriggio con la pattuglia della squadra volante della polizia che è intervenuta a sirene spiegate nella zona della stazione ferroviaria perché uno straniero sulla trentina, visibilmente ubriaco ha iniziato a litigare con la compagna e poi con il barista della stazione del treno. Pretendeva da bere, ma l’addetto del bar ha risposto “no” visto lo stato di ubriachezza dello straniero e i toni alti ed esagitati che teneva con la compagna. All’immigrato non è piaciuto il rifiuto, così ha pensato di servirsi da solo e ha aperto il frigo per prendersi la birra. Il barista si è opposto e l’uomo lo ha prima minacciato con un bastone che si è ritrovato a portato di mano e poi gli ha sferrato un pugno in faccia colpendolo con violenza (non si sanno ancora i giorni di prognosi).
La pattuglia
Sul posto è arrivata la pattuglia della squadra volante che ha preso in consegna l’uomo, tentando di bloccarlo nella sua alterazione, ma anche in questo caso lui ha reagito con violenza spintonando i poliziotti. Alla fine l’ubriaco (che è già conosciuto dalle forze dell’ordine anche per la sua dipendenza all’alcol) è stato reso inoffensivo ed è stato arrestato per resistenza pubblico ufficiale e per i fatti commessi nel bar. Nelle prossime ore la direttissima. Di lite in lite, ieri mattina si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto di un 35enne pesarese che aveva picchiato il padre perché pretendeva i soldi per la cocaina. L’uomo ha aggredito con un coltello e poi con i pugni l’anziano padre fino a mandarlo in ospedale tanto da fargli avere 21 giorni di prognosi. Voleva estorcergli 500 euro per comprare cocaina. Era stata la madre a chiamare alle 4 di notte la polizia e a far entrare nell’appartamento gli agenti della volante per porre fine all’aggressione. La donna aveva cercato di evitare che il figlio fosse arrestato dicendosi pronta a tenerlo in casa in attesa di trovargli una sistemazione in una comunità di recupero. Ieri l’arresto è stato convalidato e al giovane imposta la misura dell’allontanamento dalla casa familiare.
Il messaggio
Ma la situazione è molto delicata tanto che l’avvocatessa del 35, Stefania Calma, lancia un appello: «Si trova in un’altra abitazione dei genitori, solo.
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