L'affare è un bluff, i soldi di 44 risparmiatori spariscono nei paradisi fiscali: tre promotori finanziari a processo

Sabato 16 Gennaio 2021 di Luigi Benelli
Pearo, l'affare è un bluff, i soldi di 44 risparmiatori spariscono nei paradisi fiscali: tre promotori finanziari a processo

PESARO - Promettevano investimenti immobiliari in America e Germania, con lauti guadagni garantiti. Pagine social con vita da sogno, incontri con investitori a bordo piscina. E i soldi di ignari ivestitori finivano in paradisi fiscali. Si apre a Pesaro il processo per truffa aggravata legato all’inchiesta della Guardia di Finanza “Piramide di carta”.

 

Alla sbarra tre dei promotori finanziari che vendevano quote in provincia di Pesaro, legati alle società Vgm Business Ltd e la Innovative Investment Holding Ltd, tutte facenti capo a Vito Rizzo, già arrestato lo scorso anno e giudicato separatamente. Si tratta di una donna di 32 anni, un uomo di 44 e un 41enne. I promotori finanziari, in concorso tra loro, offrivano ai risparmiatori contratti in quote multiple da 3000 euro da destinare a operazioni immobiliari in Italia e soprattutto all’estero promettendo rendite mensili fino al 10% del capitale investito. 

Piramide di carta

Ma in realtà non ci sarebbe stato alcun investimento. Ieri davanti al giudice monocratico del tribunale di Pesaro l’apertura del dibattimento. Sarebbero 44 i risparmiatori pesaresi che in questo stralcio dell’inchiesta hanno presentato querela. Investimenti di 6, 12 ma anche 18mila o 30 mila euro volatilizzati nel nulla. L’avvocato Danilo Del Prete rappresenta 14 risparmiatori che si sono costituiti parte civile. «Vogliamo andare fino in fondo. Il primo mese gli investitori credevano nella bontà dell’operazione perché i promotori facevano vedere loro interessi importanti, ma erano i loro stessi soldi. Sono stati quindi tratti in inganno fino a perdere tutto». L’inchiesta è nata perché i finanzieri avevano individuato alcune persone che svolgevano, nella provincia pesarese, un’attività illecita di collocamento di prodotti e strumenti finanziari per un valore complessivo di oltre 3.200.000 euro, promossa da varie società estere, registrate anche in “paradisi fiscali”. Tra le società la Vgm Business Ltd e la Innovative Investment Holding Ltd, tutte facenti capo a Vito Rizzo. Il sito web proponeva investimenti immobiliari in America e Germania facendo operazioni per acquisire case e ville di pregio, costituzione di società estere. Tutto studiato ad arte perché nel sito web c’erano anche le testimonianze di alcuni presunti investitori che esaltavano i vantaggi ottenuti dagli investimenti. Vito Rizzo e i suoi collaboratori ostentavano sul loro diario pubblico di Facebook “vite da sogno” e importanti iniziative imprenditoriali, pubblicando continuamente fotografie e racconti di appuntamenti, incontri con investitori, sopralluoghi finalizzati alla gestione di immobili e, soprattutto, guadagni facili, con l’intento ultimo di attrarre nuovi clienti. Rizzo, per aggirare il divieto della Consob, si è quindi “associato” con un altro personaggio residente nel milanese, offrendo ai suoi clienti dei nuovi investimenti denominati “Celle o Shares” che avevano la possibilità di essere garantiti anche con dei diamanti. Le indagini hanno fatto emergere che i prodotti offerti erano in realtà inesistenti, così come la sede e l’operatività delle società coinvolte erano puramente formali. Almeno 300 gli investitori truffati residenti su tutto il territorio italiano, di cui oltre cinquanta nella provincia pesarese che hanno effettuato bonifici in conti svizzeri, maltesi e croati.

 

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