Pesaro, schianto in scooter mentre torna dal lavoro: "Russi" muore a 18 anni

Sabato 29 Agosto 2020 di Silva Sinibaldi
Pesaro, tragico schianto in scooter mentre torna dal lavoro: "Russi" muore a 18 anni

PESARO - Rientrava a casa dopo una serata di lavoro, casco regolarmente allacciato a incorniciare una faccia da bambino. In sella al suo scooter Piaggio aveva imboccato l’interquartieri diretto verso Strada dei Cacciatori.

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Qualcosa ha tolto aderenza agli pneumatici e il motorino ha perso stabilità. Lui è caduto e mentre il Piaggio rallentava la sua corsa rimanendo sulla strada, Rusjon Kercuku, 18 anni, è finito nell’aiuola al centro della carreggiata del ponte Sandro Pertini battendo la testa contro il palo della luce. Neanche il tempo di avere paura, perché è morto sul colpo. Il brogliaccio dei vigili urbani indica l’orario dell’incidente alle 23.20. Alle 23.35 il medico arrivato sul posto con un’ambulanza del 118, ne certificava il decesso.
 
Senza speranze
Quella scena di morte ha sorpreso gli agenti della polizia municipale arrivati sul posto. Resta al vaglio dei loro rilievi e della testimonianze raccolte la ricostruzione della dinamica di un incidente che pare più un accanimento del destino che l’esito di manovre sbagliate o azzardate. Sul posto anche un’ambulanza del 118 il cui personale avrebbe voluto intervenire per soccorrere il ragazzo inerme sull’asfalto ma che invece ha potuto solo ricomporre il corpo in segno di dignità e rispetto. Poco dopo è stato necessario avvisare la mamma di Rusjon che gli amici di Bottega,dove il ragazzo viveva, chiamano Russi. Non è chiaro se la donna sia arrivata sul luogo dell’incidente ma sta di fatto che si è sentita male, è stata trasportata al pronto soccorso e poi ricoverata. I medici l’hanno sedata per aiutarla ad affrontare un dolore atroce. 
Lo choc
La mamma di Russi, Anila, lavora all’Opera Padre Damiani, si occupa di custodire anziani spesso non autosufficienti. È considerata una donna dal carattere forte e dallo spirito di sacrificio straordinario: lavora spaccandosi la schiena per garantire al suo ragazzo la possibilità di studiare e avere una vita migliore. Una famiglia albanese arrivata in Italia sognando un destino diverso che si è infranto disperatamente l’altra notte. Rusjon ha un fratello maggiore, Mario di 30 anni, che lavora in Germania ma che ieri era accanto al letto della madre quando si è svegliata per proteggerla dall’orrore della morte del figlio più piccolo. La loro non è mai stata una vita semplice ma questa volta non sarà possibile sperare in Dio. 
Il corpo del 18enne è stato composto all’obitorio di Muraglia e non è ancora chiaro se il magistrato di turno richiederà l’effettuazione dell’autopsia o se si limiterà alla ricognizione cadaverica. Mentre la zia sui social ha postato una tenerissima foto in cui Rusjon l’abbraccia e la bacia su una guancia: «Sei sempre nel mio cuore amore della zia», sul profilo del ragazzino un silenzio devastante.

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