Testamento fasullo per tagliare fuori la sorella dall'eredità della madre, ma lei lo denuncia anche per le memorie false

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Luigi Benelli
Testamento fasullo per tagliare fuori la sorella dall'eredità della madre, ma lei lo denuncia anche per le memorie false

PESARO - Il testamento falso per lasciare alla sorella la parte minoritaria dell'eredità. Ma oltre all’aspetto della successione, anche una serie di finte “memorie” della madre defunta contro la figlia. Cosa che ha portato una 50enne pesarese a denunciare il fratello di 54 anni.

 

Ieri mattina il caso si è chiuso davanti al Gup di Pesaro con un patteggiamento. Secondo quanto ricostruito il fratello avrebbe falsificato il testamento nominando se stesso come erede universale. Non si parla di una eredità da sogno con proprietà e milioni di euro in banca, ma di un immobile nella campagna pesarese e soprattutto di diritti lesi. Il testamento è arrivato in mano alla sorella che quando lo ha letto è rimasta di sasso. Ma qualcosa non le tornava perché tra le righe lasciate dalla madre defunta c’erano degli attacchi personali. In pratica era stato scritto che la donna era diventata estranea alla vita della madre, non l’avrebbe più seguita nell’anzianità e l’avrebbe persino abbandonata. E poi c’era quella firma, che proprio non assomigliava a quella della madre. La donna ha incaricato un perito grafologo che ha messo nero su bianco, questa volta sì, che quella scrittura non era della defunta signora. Il passo successivo? Il testo era stato redatto dal fratello. «Non solo quel testo non rappresentava la volontà della madre – spiega l’avvocato Cosimo Leone che tutela la 50enne in sede civile – ma la mia assistita si è indispettita: il fatto dell’abbandono era inaccettabile per lei perché non era vero. Quindi siamo andati avanti con la querela e siamo pronti a chiedere un risarcimento in sede civile. Avrebbe potuto accettare che il fratello fosse erede universale e lei sarebbe rimasta la legittima con conseguente danno patrimoniale, ma no di certo quelle accuse che non corrispondevano alla realtà». Ieri è stato accolto il patteggiamento a 5 mesi e 10 giorni, con pena sospesa. I contenziosi continueranno in sede civile. L’imputato era difeso dall’avvocato Bruno Barbieri.

 

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