Pesaro, teschi e scheletri emergono dal cantiere di piazza del Popolo. L'assessore: «I lavori non si fermano»

Pesaro, teschi e scheletri emergono dal cantiere di piazza del Popolo. L'assessore: «I lavori non si fermano»
Pesaro, teschi e scheletri emergono dal cantiere di piazza del Popolo. L'assessore: «I lavori non si fermano»
di Luigi Benelli
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 04:20

PESARO Lavori in piazza del Popolo, emergono 2 scheletri. Tecnici e soprintendenza allertata. Ma il Comune promette che il cantiere non subirà ritardi. E’ in corso l’intervento per il rifacimento dei sanpietrini e già da qualche giorno gli scavi hanno portato delle sorprese. Ieri, sul lato vicino alla questura sono emersi 2 teschi e relative ossa di una sepoltura.  


La datazione


L’archeologa Erika Valli ha provveduto a far emergere in sicurezza i reperti per conto di Tecne, impresa che opera nel campo dell’Archeologia e dei Beni Culturali. Competerà agli storici della Soprintendenza datare il ritrovamento, ma stiamo parlando di una Pesaro medioevale che sta venendo a galla. I teschi sono ben conservati, come si evince anche dalla dentatura non rovinata. Potrebbe trattarsi di sepolture legate alla vecchia chiesa di San Domenico, oggi palazzo delle Poste, davanti al quale la scorsa settimana era emerso un muro largo oltre mezzo metro e un altro muro, più raffinato che si sviluppa davanti all’entrata del palazzo Ducale. Tra le ipotesi quello di un cunicolo che veniva usato, in caso di assedio, per raggiungere il palazzo Ducale da Rocca Costanza. La Soprintendenza è sul campo perché vuole confrontare le vecchie carte per capire di che cosa possa trattarsi. 

«I lavori in piazza del Popolo non subiranno interruzioni» così Riccardo Pozzi, assessore al Fare interviene in merito al ritrovamento dei due scheletri. Tanti i curiosi che si sono affollati attorno all’angolo con via Bruno. Qui gli archeologi, in accordo con la Sovrintendenza, hanno effettuato una prima analisi dei reperti che verranno poi asportati e analizzati nei laboratori per consentire una lettura più completa e per verificare, eventualmente le causa della morte dei cadaveri. Non si esclude che, procedendo con gli scavi se ne possano trovare altri. 


Il confronto


«Continueremo a relazionarci con la Sovrintendenza come abbiamo fatto sin da marzo, svolgendo le indagini di archeologia preventiva con il georadar propedeutiche ai lavori di ripavimentazione della piazza» ha concluso Pozzi. L’inizio dei lavori di posa dei sanpietrini è previsto per lunedì. Il secondo step è previsto per ottobre con interventi di Marche Multiservizi per la riqualificazione della rete di sottoservizi. La terza tappa sarà nella fascia laterale della piazza che “corre” davanti alla sede del Comune. La chiusura nell’autunno del 2023. L’analisi di Riccardo Paolo Uguccioni, presidente di Società studi storici Pesaresi è chiara. «Fino al 1900 Pesaro aveva 15mila abitanti dentro le mura. E nei secoli precedenti erano 10mila. E’ chiaro che se sommiamo le varie generazioni, abbiamo 90mila corpi sepolti proprio in centro storico. Quelli trovati potrebbero far parte delle sepolture legate alla chiesa di San Domenico. Oggi abbiamo un marciapiede davanti all’ingresso delle Poste, ma quella era una navata della chiesa. Altro cimitero c’era in via Giordano Bruno, angolo via Tebaldi. Sotto terra ci sono strati che raccontano la nostra storia e basta scavare per scoprirli».
 

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