Terapia intensiva, dei 41 posti appena 10 sono in allestimento

Domenica 18 Ottobre 2020 di Silvia Sinibaldi
Terapia intensiva, dei 41 posti  appena 10 sono in allestimento

PESARO  - Un via vai di letti e respiratori sul piazzale centrale del San Salvatore. Ieri mattina nel presidio pesarese di Marche Nord si respirava quell’aria emergenziale che incombeva nella scorsa primavera.

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Vecchi letti uscivano dalla palazzina F dove nel corso della prima ondata di pandemia era stato disegnato il percorso di ricovero per pazienti Covid positivi e dove ora, secondo il piano pandemico aziendale, dovranno trovare posto i 41 letti di terapia intensiva per pazienti Covid positivi che il Governo ha autorizzato e che andranno ad aggiungersi a quelli fisiologici allestiti dall’Azienda. Questi vecchi letti sono stati stoccati in un deposito privato alla periferia della città, mentre quelli nuovi, arrivati in gran numero ieri mattina, sono stati accatastati nell’area che una volta era occupata dalla mensa aziendale nel Padiglione I. Stessa sorte per i nuovi respiratori. Il trasloco imperfetto è legato al fatto che i lavori per allestire le nuove stanze ai piani primo, secondo e terzo della palazzina F sono ancora in corso e visto la curva dei contagi sarà una corsa contro il tempo. 

Anche se il decreto rilancio del 29 maggio aveva fin da allora stabilito la quota dei 41 posti di terapia intensiva Covid da attivare a Pesaro, superata la prima metà di ottobre, la loro attivazione è lontana dal realizzarsi tenuto contro del grande lavoro strutturale che richiede organizzare una Rianimazione. 
Ieri mattina il direttore generale dell’Azienda Marche Nord, accompagnata dal Direttore Unità Operativa Complessa Medicina Interna Gabriele Frausini, ha mostrato, in un servizio al Tg1, lo stato dell’arte di questi lavori. E ha rimandato l’immagine di un cantiere in piena attività all’interno della palazzina F che al momento riguardano solo 10 posti di terapia intensiva, allestiti in quella che in piena pandemia veniva chiamata Murg, ovvero la Medicina d’urgenza che secondo quanto dichiarato da Maria Capalbo, saranno pronti per i primi giorni di novembre. Per gli altri 31 posti letto di terapia intensiva non ci sono nemmeno date ipotetiche ma è lecito pensare che entro dicembre verranno allestiti perché se l’Azienda il 31 dicembre non avrà realizzato tutti i lavori c’è il rischio concreto di perdere tutti i finanziamenti. Senza dimenticare i 27 posti di terapia semi-intensiva, previsti dal Governo per rafforzare il presidio pesarese, della cui realizzazione ancora non si sa nulla. 


Accanto alla dottoressa Capalbo nessun medico rianimatore ma il dottor Frausini che ha spiegato come l’ospedale San salvatore sia stato ricostruito strutturalmente per seguire l’andamento della patologia, che ha spesso una prima fase ordinaria ma che nel giro di otto giorno può aggravarsi pericolosamente. «Ci prepariamo all’inferno» ha concluso. Nel servizio anche la breve testimonianza di Flavia Giorgino, operatrice sanitaria che nella prima fase dell’emergenza ha contratto il virus. «Ci sono ancora giorni di pace ma si sente la precarietà della quiete prima della tempesta».

Ed effettivamente la posta è in continuo rialzo vista anche la decisione della Direzione di accogliere pazienti Covid in arrivo dall’Ascolano, la zona in questa fase più interessata dal numero di contagi: ad oggi sono otto i pazienti ascolani ricoverati a Pesaro, in una modalità che ricorda le drammatiche trasferte dei pazienti Covid che a marzo e aprile partivano in direzione del sud delle Marche. Una mobilità che indubbiamente moltiplica le possibilità di contagio nella regione.

Del resto grandi aiuti non sembrano arrivare dal Covid Hospital di Civitanova, la struttura da 84 posti letto di terapia intensiva e sub intensiva costata 10 milioni di euro, visto che non è al momento attivabile per mancanza di personale che, in un reparto di questa delicatezza, deve essere formato e di esperienza. Non va però dimenticato che gli 84 posti letto rientrano nella dotazione di 300 aggiuntivi in dotazione alla regione Marche.

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