Pesaro, tentò di uccidere la ex e la loro figlioletta: Cicerchia condannato a 9 anni

Giovedì 4 Giugno 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, tentò di uccidere la ex e la loro figlioletta: Cicerchia condannato a 9 anni

PESARO - Tentato omicidio nei confronti della ex e della figlia, c’è la sentenza. Con una condanna quasi dimezzata rispetto alla richiesta dell’accusa. Il caso è quello di Matteo Cicerchia, il 27enne fanese che il giorno di Pasquetta del 2019 ha assalito l’ex compagna con un coltello e ha tentato di investirla in strada San Nicola sotto gli occhi della loro figlioletta di 5 anni. 

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Per l’accusa il reato contestato è il triplice tentato omicidio premeditato (anche nei confronti di Gabriele Ottaviani che ha portato in salvo mamma e figlia visto che ha tentato di investirli ndr). Il pm aveva chiesto 16 anni, più 1 mese di arresto per la contravvenzione di aver portato con sé le armi (i coltelli) e 1 anno e 4 mesi per dei maltrattamenti di 5 anni fa. «Il giudice ha mantenuto il tentato omicidio per la ex compagna – spiega l’avvocato Giovanni Orciani che assiste Cicerchia assieme a Roberto Brunelli – però ha ridotto il tentato omicidio della figlia e di Ottaviani a tentate lesioni gravissime».
 
«Questo ha contribuito a una pena di 9 anni più 1 anno e 4 mesi per i maltrattamenti. Siamo soddisfatti e pensiamo che le accuse siano più rispondenti alla realtà. Non è caduta la premeditazione nei confronti del tentato omicidio della ex, ma non è stata riconosciuta per la figlia e Ottaviani. Non crediamo possa aver pesato l’elemento soggettivo, anche se noi abbiamo insistito tanto su questo punto. Del resto il mix di psicofarmaci che prendeva da tempo per curare uno stato di depressione e alcol avrebbe avuto un ruolo in questo gesto. Ci riserveremo di leggere la sentenza per poi avviare anche un ricorso in appello». 
La difesa delusa
La ex compagna e la figlia minorenne si erano costituite parte civile e avevano chiesto tramite le avvocatesse Cristiana Cicerchia (solo un caso di omonimia, nessuna parentela con l’imputato ndr) e Cristina Lamacchia, un risarcimento danni valutato in 200 mila euro per la mamma e 300 mila per la piccola. Proprio l’avvocatessa Cicerchia commenta a caldo la sentenza. «Siamo rimaste a bocca aperta, non ce l’aspettavamo. Del resto l’andirivieni con l’auto a tutto gas con l’obiettivo di colpire i tre era evidente. È finito contro il guard rail e ha assunto il rischio di uccidere tutti e tre non solo la madre. Ci aspettavamo un altro tipo di sentenza, ma leggeremo le motivazioni e troveremo tutte le risposte nelle valutazioni del giudice. Quasi certamente impugneremo la sentenza». Altro tema la provvisionale riconosciuta dal giudice Messina. «Si tratta di 30 mila euro per la figlia, 20 mila per la mamma e 10 mila per Ottaviani – spiega l’avvocatessa Cicerchia – avvieremo la causa civile quando la sentenza passerà in giudicato». 
I precedenti
Tutto era nato perché Cicerchia si era visto con la ex dopo 4 anni di separazione. Lui aveva detto che voleva portare la bimba a vedere i cavalli. Così ha portato mamma e figlia in Strada San Nicola dove ha tentato di accoltellare l’ex. Poi la colluttazione, le due sono scappate, ma Cicerchia aveva tentato di investirle. Grazie a un residente, Gabriele Ottaviani, mamma e figlia si sono salvate. Il giovane ha poi tentato di darsi fuoco cospargendosi di benzina, ma aveva perso l’accendino, non riuscendo nel suo intento. Poi l’arresto.

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