Pesaro, tax day e Tari in sole tre rate: i cittadini protestano, l'assessore spiega

Mercoledì 2 Settembre 2020 di Thomas Delbianco
Pesaro, tax day e Tari in sole tre rate: i cittadini protestano, l'assessore spiega

PESARO - La Tari da pagare, tre rate invece che quattro. Qualche polemica e lamentela da parte dei cittadini, ma l’assessore al Bilancio del Comune di Pesaro Riccardo Pozzi ne spiega i motivi. Stanno arrivando in questi giorni i bollettini.

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La tassa sui rifiuti dovrà essere pagata il 16 settembre in un’unica soluzione oppure in 3 rate: il 16 ottobre e 16 novembre le altre due. Sui social gli utenti protestano e si sfogano: «Mentre l’anno scorso erano 4 rate, potevano esserlo anche quest’anno aggiungendo il 16 dicembre per venire incontro ai cittadini, ma si vede che non ci pensano. Del resto è il Comune a deciderlo». E ancora: «Sindaco faccia un po’ più di attenzione a questi piccoli gesti. Ascoltate la voce dei cittadini».
 
Tre rate invece di quattro
L’assessore Riccardo Pozzi spiega come si è arrivati alla decisione delle tre rate. «Solitamente la prima scadenza era a giugno e l’abbiamo posticipata a settembre per agevolare i cittadini dopo il lockdown e le difficoltà economiche accorse durante i mesi di stop. Abbiamo preferito 3 rate invece che 4 perché il 16 dicembre è anche il giorno in cui scade l’Imu, dunque volevamo evitare sovrapposizioni che causassero confusione e un esborso maggiore dei cittadini nella stessa giornata e mese. E ovviamente vogliamo evitare che file nei punti di pagamento, che in questa fase sono sconsigliabili. Ci tengo a sottolineare che la Tari non è aumentata di un euro. La cifra è la stessa dello scorso anno. Anzi abbiamo messo a bilancio 660 mila euro per ridurre la Tari alle attività commerciali che sono state chiuse nel periodo del covid, una riduzione dal 20 al 25% a seconda dei giorni di chiusura. E questo costo non è stato scaricato sui cittadini, dunque è stato fatto il massimo per andare incontro ai contribuenti». La cifra messa a bilancio per la Tari è di 18,1 milioni. «Vedremo a settembre come andrà il Tax day per fare una stima e una proiezione sugli incassi. È certo che i comuni andranno incontro a mancate riscossioni, stimiamo un segno meno. Ma è presto per dire quanto». Il bilancio 2020 del Comune di Pesaro prevede 3 milioni di euro a titolo di recupero evasione Imu e 500 mila euro per recupero evasione Tasi. Ma vista la sospensione delle cartelle durante il lockdown è chiaro che la cifra non sarà nella sua totalità. Del resto i procedimenti esecutivi della riscossione coattiva sono rimasti fermi a causa dell’emergenza. Anche la Federconsumatori interviene sul tema con la segretaria Paola Venturi Landini.
La Federconsumatori
«La data del pagamento è stata posticipata andando incontro ai cittadini e soprattutto non c’è un aggravio di costi per sostenere gli sgravi di chi è stato chiuso durante il lockdown. Dunque è stata una scelta positiva, quello che critichiamo è che il pagamento della Tari e il conguaglio della bolletta dell’acqua avverranno a settembre, una mazzata per i cittadini. Essendo stati a casa di più i consumi sono più alti e le eccedenze pesano in bolletta. Una spesa difficile da sostenere per tutti in questo momento. Parliamo della stessa azienda, forse si poteva trovare una diversa soluzione. Per fortuna si potrà rateizzare e inviteremo i cittadini in difficoltà a farlo».

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