Tasse fantasma per truffare l'invalido: conti svuotati e soldi finiti all'estero

Mercoledì 23 Giugno 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, tasse fantasma per truffare l'invalido: conti svuotati e soldi finiti all'estero

PESARO - Un raggiro studiato nei dettagli, iniziato dopo la morte del padre. Ieri l’udienza davanti al giudice monocratico del tribunale di Pesaro. Lui è un pesarese di 50 anni, invalido. Neanche il tempo di elaborare il lutto che ha ricevuto la chiamata di un sedicente avvocato incaricato dall’agenzia delle entrate di riscuotere alcune cartelle esattoriali inevase dal padre.

 

Il pesarese c’è cascato e in buona fede, convinto dai modi affabili dell’interlocutore, ha chiesto conto dei debiti. Il finto avvocato ha iniziato a parlare di più cartelle insolute, così il pesarese ha saldato una prima parte con un bonifico da 2900 euro. Soldi che in realtà finivano con un giro di accrediti all’estero. 

Sedicenti avvocati

L’avvocato e il suo complice hanno quindi iniziato a bersagliare il pesarese sottoponendo nuove finte cartelle esattoriali insolute, mettendo pressione all’uomo che altrimenti si sarebbe ritrovato in un mare di guai col fisco italiano. Tutte fesserie, ma i bonifici sono continuati per un totale di ben 19.600 euro. Tutti usciti dal conto corrente della vittima. I due truffatori non si sono fermati, anzi hanno raddoppiato la posta. «Senta, qui c’è un debito molto importante: circa 96 mila euro. Se lo vuole rottamare, possiamo chiuderla con 30 mila». La paura di pignoramenti e altre conseguenze ha mosso nuovamente il 50enne che è andato in banca per effettuare il bonifico, su un conto estero. Ma qui, il dipendente dell’istituto di credito, ha capito tutto e ha fermato il raggiro. Ha impedito il bonifico e ha chiamato la polizia. Gli agenti della Questura hanno quindi analizzato il caso e avviato le indagini che li hanno portati dritti da due persone originarie del sud, ma che vivevano a Milano all’epoca dei fatti nel 2016. Oggi hanno 65 e 75 anni. Così è stata organizzata una bella trappola per i due truffatori. La vittima ha detto di non poter effettuare il bonifico ma che era pronto a pagarli in contanti. I due così si sono mossi da Milano, destinazione Pesaro. Obiettivo: mettere le mani sui 15 mila euro di acconto della prima trance. Arrivati in città sono stati accolti dal signore, ma subito dopo sono arrivati i poliziotti che hanno quindi arrestato un malvivente in casa e l’altro che era ancora in macchina, pronto a ingranare la prima coi soldi. Ieri in udienza sono state ripercorse le tappe della vicenda grazie alle ricostruzioni dei testi, tra cui uno dei poliziotti intervenuto.
Il processo
I due sono finiti a processo con l’accusa di truffa aggravata e tentata truffa. La vittima si è costituita parte civile tramite gli avvocati Floro Bisello e Roberto Rosti che hanno chiesto 30 mila euro di risarcimento di danni materiali e morali. La sentenza il 26 ottobre. 

 

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