Carolina più forte della cecità: torna a solcare il mare la tartaruga curata e liberata

Lunedì 6 Settembre 2021 di Elisabetta Marsigli
Carolina più forte della cecità: torna a solcare il mare la tartaruga curata e liberata

PESARO - Grandi emozioni ieri mattina per la liberazione della tartaruga Carolina che dalla caletta di Baia Flaminia ha finalmente recuperato il mare aperto. Il monitoraggio in caletta, della durata di più di un mese, h24, ha dato esito positivo, con grande gioia dell’associazione, il cui scopo primario è e rimane la liberazione degli animali curati, garantendo loro il più alto livello di vita possibile. Trovata di fronte all’Acquario di Cattolica il 23 marzo 2018, all’arrivo misurava appena 22 cm per 1,4 kg (ora ne pesa quasi 9), ma a differenza delle altre tartarughe salvate e ricoverate al Centro di Recupero Tartarughe Marine di Fondazione Cetacea a Riccione, è cieca ed è per questo che per lei è stato creato un progetto speciale. 

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L’ora X

Alle 10 di ieri mattina, Carolina è stata trasportata dalla caletta, dove in questo periodo è stata in grado di muoversi ogni giorno con maggiore agilità, ad una delle barche che hanno preso poi il largo dal porto di Pesaro, scortate dalla Guardia Costiera, per arrivare a circa 1 miglio e mezzo di distanza dalla costa, nei pressi dell’allevamento di mitili. Decine di altre barche si sono unite a quelle dei volontari per documentare il rilascio (tra cui la Blue Rose), in una sfilata che somigliava a quella della festa del porto. 

L’augurio

Ha augurato buon viaggio a Carolina, anche il vice sindaco Daniele Vimini: «Un grandissimo lavoro dei tecnici specializzati e un grandissimo apporto delle decine di volontari del gruppo pesarese che hanno reso possibile la creazione e la gestione H24 dell’oasi di rilascio. E ora andremo avanti con la Fondazione verso nuovi traguardi sulla strada della salvaguardia di questi straordinari animali e dello sviluppo della cultura del mare a partire dalle nuove generazioni». Anche il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ha voluto mandare il suo augurio a Carolina.

La verifica

«Abbiamo liberato Carolina dopo la verifica delle sue capacità in un ambiente controllato, con l’arricchimento ambientale, rocce vive dove lei mangiava da sola patelle, cozze, alghe e altri microrganismi. - sottolinea il veterinario Nicola Ridolfi - È in grado di rintracciare, raggiungere e mangiare pesci o parti di essi, pesce azzurro, pesce bianco, molluschi, crostacei, impiegando poco di più di una tartaruga normale. Quindi perché tenerla a vita in una vasca? Abbiamo raccolto i dati e abbiamo visto che si comporta molto bene, tanto da avere, a momenti, il dubbio che sia veramente cieca. Ha un organismo ben tonico che vive a stretto contatto con il fondale, utilizza molto l’olfatto per captare materiale organico che sedimenta ed è un animale “spazzino”, onnivoro che mangia di tutto e sui fondali c’è veramente di tutto». Nessuna preoccupazione quindi per il suo sostentamento, ma neanche per l’orientamento a lunga distanza perché «sono animali che si muovono con impronte geomagnetiche: la vista non serve loro per orientarsi e per migrare. Utilizzano altri sensi». 

Gli esempi

E ci sono altri esempi in natura: «In Messico è riportato che una tartaruga senza i globi oculari è salita a deporre le uova. Una genesia dei globi oculari con cui questa tartaruga è cresciuta, è diventata matura sessualmente, si è accoppiata ed è andata a nidificare senza l’organo della vista. Di conseguenza pensiamo che spettasse la libertà anche alla nostra Carolina: il mare non è un posto sicuro per nessuno, neanche per una tartaruga vedente. L’organo della vista è un organo marginale per lei».

 

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