Gli vende cioccolata invece dell'hashish e lo minaccia col coltello per avere i soldi: arrestato

Gli vende cioccolata invece dell'hashish e lo minaccia col coltello per avere i soldi: arrestato
Gli vende cioccolata invece dell'hashish e lo minaccia col coltello per avere i soldi: arrestato
di Luigi Benelli
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Sabato 12 Febbraio 2022, 07:40

PESARO - Il posto della droga, il cioccolato fondente. Torna dal venditore e lo minaccia con un coltello per un debito da 30 euro. Un 28enne della Costa d’Avorio è stato arrestato per tentata estorsione aggravata dall’utilizzo di un’arma da taglio. I fatti risalgono a mercoledì e ieri c’è stata l’udienza di convalida dell’arresto. Tutto partirebbe da una pregressa cessione di hashish per un corrispettivo di 30 euro.

Denaro mai pagato da un altro straniero perché quella merce era sostanzialmente cioccolata. Ma quel mancato introito non è andato giù all’ivoriano che mercoledì si è armato di un coltello multiuso di 15 centimetri, con lama da 6 e ha incontrato l’altro giovane. Ha estratto il coltello e ha iniziato a brandirlo davanti alla faccia: «Se non mi ridai indietro i 30 euro ti taglio la gola». L’uomo è rimasto sotto la minaccia del coltello per diverso tempo perché l’ivoriano ha preteso che andasse fino al primo sportello postamat per ritirare la somma da lui pretesa. Ma qui qualcosa è andato storto e il giovane non è riuscito a ritirare il denaro. Ma l’ivoriano non si è calmato, tutt’altro.

La ricostruzione

Ha intimato di entrare alle poste e ritirare direttamente in cassa i 30 euro. Il 28enne però, sprovvisto di mascherina è stato invitato a lasciare il salone ed attendere fuori. Un dettaglio che ha permesso alla vittima di allertare la polizia che è piombata sul posto e ha rintracciato e arrestato l’ivoriano (alla vista degli agenti si sarebbe disfatto del coltello ndr) accusato di tentata estorsione aggravata non solo dall’utilizzo dell’arma, ma anche dal fatto di aver commesso il reato ai danni di una persona che fruiva di servizi agli uffici bancari o postali. Il 28enne, difeso dall’avvocatessa Pia Perricci, ha raccontato la sua versione. «Rivoleva i soldi indietro ma non ha mai puntato il coltello alla gola. Tant’è che l’arma non gli è stata trovata addosso ma distante dalle poste, appoggiata su un gradino. L’altro gli ha detto che gli avrebbe restituito i soldi e così l’ha portato alle poste. Ma qui ha chiamato la polizia». Il giudice ha convalidato l’arresto, resta in carcere. Nel pomeriggio di giovedì, durante i controlli nell’area stazione e al Parco Miralfiore, una volante della polizia, ha fermato due nordafricani, di cui uno gravato da un mandato di cattura emesso dalla procura di Milano, per reati contro il patrimonio, mentre l’altro era clandestino. Entrambi condotti in ufficio, uno è stato portato alla casa circondariale, mentre l’altro sarà espulso.

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