Emergenza idrica, piogge quasi azzerata nel mese di giugno: è successo tre volte in 142 anni

Martedì 6 Luglio 2021 di Luigi benelli
Emergenza idrica, piogge quasi azzerata nel mese di giugno: è successo tre volte in 142 anni

PESARO - Emergenza idrica, i dati delle precipitazioni e temperature sono molto chiari e parlano del primo semestre più siccitoso di sempre dopo quello del 1945. La Provincia decreta la limitazione dei prelievi ed esprime «viva preoccupazione» per lo scenario. Andiamo in ordine. Secondo i dati dell’Osservatorio Valerio di Pesaaro la temperatura media di giugno 2021 è stata di 24,3°. La media del mese negli ultimi 30 anni è di 22,7°. Già da questo dato è facile capire come i gradi centigradi si siano alzati sensibilmente, di quasi due gradi rispetto alla media anche se il giugno più caldo di sempre è stato quello del 2003 con 26,4° di media. 

 


Le rilevazioni

La temperatura massima assoluta nel giugno 2021 è stata di 35,1° nei giorni 21 e 31, mentre il record storico per il mese è di 37,4° il 29-6-2005. Ma veniamo alle precipitazioni e qui il dato parla da solo. Nel giugno 2021 è caduto appena 1 millimetro d’acqua per metro quadro. Il valore medio normale degli ultimi 30 anni è di 62,3 mm. E’ il terzo giugno maggiormente siccitoso dopo quello del 1879 con 0,0 mm e quello del 2003 con 0,8 mm, a pari merito con il 1935 con 1,0 mm. Ma non è tutto: nel periodo 1 gennaio - 30 giugno nel 2021 sono caduti 152,8 mm contro un valore medio degli ultimi 30 anni di 381,4 mm. In pratica meno della metà, ed è andata peggio solo nel 1945 con 104,4 mm. Inoltre siamo all’inizio di luglio che statisticamente è il mese più asciutto dell’anno. Il presidente della Provincia Giuseppe Paolini si dice «preoccupato. Siamo in emergenza idrica già un mese prima rispetto alla grave crisi che ci fu nell’estate 2017. Segnale tutt’altro che positivo, se non pioverà rischiamo di stare all’asciutto». L’ente ha appena varato il decreto di limitazione di prelievi dal fiume Metauro. Via alla sospensione di tutti i prelievi di acqua pubblica dai corsi d’acqua nel tratto compreso tra l’invaso del Furlo e la foce del Fiume Metauro (Candigliano, Metauro e affluenti). Poi la riduzione del 50% della portata dei prelievi di acqua pubblica rispetto a quella prevista nei disciplinari di concessione o nelle licenze annuali di attingimento, dal Candigliano, Metauro, Burano, Biscubio, Bosso, Bevano, Certano. Decreto che non si applica ai prelievi destinati all’uso idropotabile e all’abbeveraggio del bestiame. 

Il pressing

«L’Aato ha convocato un incontro con alcuni sindaci dell’entroterra per discutere della possibilità di accedere a fondi Covid per il rifacimento della rete idrica. Si parla di 40 milioni di euro, ma il Governo ha stabilito che ad avere la precedenza saranno le province che hanno un solo gestore, ma noi, per campanilismi ne abbiamo due. Stiamo facendo pressione su Enel affinchè pulisca gli invasi per poter avere più riserve idriche, ma bisogna ragionare su un grande invaso come ha fatto la Romagna con Ridracoli. Penso a un invaso di 13/14 milioni di metri cubi di acqua, una riserva importante per tutta la provincia. Sono stati individuati 5 punti con San Martino del Piano sul Candigliano tra Apecchio e Mercatello sul Metauro, quello più accreditato. Ci vorrebbe tempo, ma dobbiamo pensare al domani e a possibili finanziamenti statali ed europei che ora ci sarebbero. Si parla di 150 milioni di euro. Per la costruzione e l’entrata in funzione della diga si potrebbero ipotizzare otto o nove anni».

 

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