Doppio cognome, il primo caso di Pesaro: i genitori non si sono mai sposati e ora non vivono insieme

Sabato 30 Aprile 2022 di Luigi Benelli
Il tribunale di Pesaro

PESARO - Doppio cognome, il primo caso a Pesaro. Ieri è arrivata la prima decisione di un Tribunale in Italia di assegnazione del cognome materno al figlio minorenne dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, che sancisce la possibilità del doppio cognome.

 

Il Tribunale di Pesaro, infatti, con provvedimento emesso il 28 aprile e depositato ieri, ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Andrea Nobili e Bernardo Becci dello studio NBBZ di Ancona, per la madre di un minorenne che chiedeva il riconoscimento anche del cognome materno al figlio, nonostante l’opposizione del padre. Secondo i due legali si tratta della prima decisione di questo tipo in Italia dopo la recentissima pronuncia della Consulta, che «viene espressamente richiamata nel decreto del Tribunale di Pesaro, il quale ha ordinato all’Ufficiale dello Stato civile del Comune ove risiede il minore la modifica dello stato di nascita, aggiungendo il cognome materno». 


Il ricorso dei due legali era stato presentato qualche settimana fa come fa sapere Andrea Nobili: «Già da settimane la Corte Costituzionale faceva capire che i tempi fossero maturi. In questo caso la madre della minorenne chiedeva che fosse riconosciuto il doppio cognome alla figlia. Il padre si era però sempre opposto e ha continuato a farlo anche nel corso di questo procedimento». Ma il caso è ancora più «singolare perché i genitori non si sono mai sposati e ora non vivono insieme». Non sono ufficialmente separati visto che non si sono mai uniti in matrimonio, ma le nuove regole possono essere applicate.

«Il Tribunale, richiamando le comunicazioni della Corte costituzionale, ha riconosciuto quindi che la bambina, in età di discernimento, potesse portare anche il cognome della madre. Se non ci fosse stata la sentenza, dubito che il ricorso sarebbe stato accolto. Richiamo espressamente citato nella parte emotiva del provvedimento». La Corte costituzionale infatti nei giorni scorsi ha dichiarato l’illegittimità dell’automatica attribuzione del cognome paterno ai figli. La soddisfazione è grande sia per la madre che per gli avvocati. «Vediamo riconosciuti i diritti della madre e della bimba, proprio nell’ottica del principio di identità personale del minore. Del resto la questione del cognome è un retaggio molto paternalistico che andava superato. Ci fa piacere anche da un punto di vista professionale come avvocati di essere stati i primi in Italia a cui è stato riconosciuto il diritto del doppio cognome». 


Dal 2017 in Italia era già possibile affiancare al cognome del padre quello della madre, per i figli, ma solo come secondo: la sentenza della Corte stabilisce che, se i genitori vogliono trasmetterli entrambi, possono scegliere anche di mettere per primo quello della madre. Nel caso i genitori non siano d’accordo sull’ordine, la sentenza delega la decisione al giudice: in quel caso «resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico», rimandando di fatto la decisione su questa casistica al Parlamento. Secondo la Corte, le precedenti norme non rispettavano il principio di uguaglianza né l’interesse del figlio, di cui entrambi i genitori devono poter condividere la scelta del cognome, in quanto «elemento fondamentale dell’identità personale». Le nuove regole si applicheranno ai figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi.

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