Pesaro, schianto fatale: «Vogliamo verità
Per Silvia, la figlia e le altre persone morte»

Sabato 22 Giugno 2019 di Simonetta Marfoglia
Pesaro, schianto fatale: «Vogliamo verità Per Silvia, la figlia e le altre persone morte»

PESARO - «Chiediamo verità per Silvia e per le persone che sono morte con lei»: è la mamma di Silvia Lucarelli, una delle tre vittime del tragico schianto di Colombarone, a scrivere l’appello. Un appello che Irene Magi affida alla sua pagina Facebook con la speranza che le condivisioni, le letture e il passaparola possano moltiplicare e amplificare la sua richiesta di aiuto. 
A distanza di quasi due settimane dall’incidente molto è stato il dolore - con Silvia Lucarelli è morta anche un’altra coppia, Roberto Carosio e Oriella Bonerba - tanti i dubbi non chiariti sulla dinamica che ha visto la Mazda di proprietà della giovane schiantarsi contro la Fiat 600 dei coniugi che proveniva dalla direzione opposta della statale Adriatica. 
Al di la della dinamica dello scontro resta ancora da sciogliere il nodo principale: chi era alla guida della Mazda?
 
Con Silvia Lucarelli c’era il suo compagno Marco Orazietti, l’unico sopravvissuto e che è stato dimesso pochi giorni fa. In un primo momento è parso che al volante ci fosse Orazietti (senza patente e in condizioni alterate) poi negli accertamenti successivi questa versione è stata messa in discussione. Poco prima, a Cattabrighe, una telecamera aveva ripreso la coppia in auto e dalle immagini pare che alla guida ci fosse una donna, ma poco dopo i due giovani si sono fermati a Fiorenzuola e non è chiaro se una volta ripresa l’auto per dirigersi verso la Romagna Silvia possa aver ceduto il volante a Orazietti.
Ci sono indagini della polizia locale in corso, all’interno dell’auto sono stati prelevati reperti e tracce di sangue e sicuramente le verifiche tecniche potranno aiutare a capire chi si trovava al volante e chi sul lato passeggero. Anche la testimonianza di Marco Orazietti che dovrà essere messa agli atti sarà basilare. Si tratta di far combaciare una serie di elementi che diventeranno chiave per l’evolversi dell’inchiesta che configura il reato di omicidio stradale per cui resta indagato Orazietti. 
Ma la famiglia di Silvia si aggrappa alla speranza che al momento dello schianto o immediatamente prima qualcuno possa aver visto qualcosa e contribuire con la sua testimonianza ad aiutare le indagini e il lavoro degli inquirenti.
«Siamo Irene Magi ed Enzo Lucarelli i genitori di Silvia - si legge nell’appello - in questo momento nostra figlia viene cremata a Fenile di Fano. Non abbiamo parole per ringraziare ed esprimere la nostra riconoscenza per tutto quello che avete fatto per noi. Ringraziamo i nostri parenti, i nostri amici, i nostri clienti e i titolari di aziende che sono intervenuti in qualsiasi modo. Vi ringraziamo di cuore e chiediamo ancora una cosa: che sia fatta verità su nostra figlia e sulle due persone che sono morte con lei. Se qualcuno ha visto prima o dopo o è intervenuto subito nel momento dell’incidente, per favore contattateci. Vogliamo la verità per noi e per nostra nipote, la figlia di Silvia, e per le altre vittime».

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