Fondi anche agli ex ospedali. Il comitato spera: «Dopo 40 anni adesso si inverte la rotta»

Lunedì 2 Agosto 2021 di Lorenzo Furlani
Il comitato pro-apertura ex ospedale Lanciarini di Sassocorvaro

SASSOCORVARO - «Si rafforzano le nostre speranze sulla possibilità che si inizi a invertire la rotta. Siamo solo agli inizi ma le notizie che giungono sembrano del tutto diverse da quelle che abbiamo avute nell’arco degli ultimi 40 anni».

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Così reagisce il comitato pro-riapertura ex ospedale Lanciarini alle informazioni pubblicate negli ultimi giorni sulla riorganizzazione della sanità a favore di aziende ospedaliere provinciali e sul primo master plan dell’edilizia sanitaria e ospedaliera approvato dalla giunta regionale Acquaroli, che destina risorse per la messa in sicurezza anche delle strutture minori del territorio in vista del recupero di funzioni ospedaliere decentrate.

I 64 posti letto mai realizzati
La speranza è che questo accada nell’ambito della sanità pubblica anche per il Lanciarini. «Sono stati 40 anni di patimento - dichiara il presidente del comitato Tiziano Cigni - durante i quali abbiamo assistito a un depauperamento dell’assistenza sanitaria pubblica per acuti in questo entroterra martoriato da un abbandono a se stesso e da un allineamento politico istituzionale (alle giunta Spacca e Ceriscioli, ndr) che non ha lasciato scampo alla sopravvivenza di un minimo di assistenza pubblica».

Aggiunge Livio Mercatelli: «È una vita che faccio parte dei vari comitati sulla sanità. Nel 2003 quando sono stati chiusi gli ultimi due reparti di medicina e chirurgia per sostituirli con una società pubblico-privata (Montefeltro Salute), avevo capito al volo che quello sarebbe stato l’ultimo atto della sanità pubblica. Non mettevo in discussione l’attività programmata ma la mancanza assoluta dell’assistenza di base pubblica - sottolinea Mercatelli -. Fossero rimaste aperte medicina e chirurgia e la sanità programmata fosse stata inserita in aggiunta sarebbe andato tutto bene. Ma, come prevedibile, così non è stato e ora ci troviamo ad avere un’assistenza completamente privata che, come è naturale, è in affanno e non è riuscita nemmeno ad aprire i 64 posti letto tanto osannati e pubblicizzati».

Nel master plan i fondi per Sassocorvaro ancora non sono indicati. «Per il Lanciarini - precisa Mercatelli - sembra tutto più difficile perché è ancora in piedi e sino a tutto il 2022 un contratto di locazione con la ditta privata (la rete di imprese Villa Montefeltro, ndr). So benissimo come sia difficile riaprire strutture chiuse anche quando c’è tutta la buona volontà come sembra ci sia ora».

Il ringraziamento ai politici
Nella riunione di giugno con la giunta regionale, il comitato pro-riapertura ex ospedale Lanciarini ha consegnato all’assessore Saltamartini «l’elenco delle necessità di indirizzo pubblico per far ripartire un minimo di assistenza pubblica». Ora gli attivisti ringraziano i consiglieri regionali (Marta Ruggeri e Giorgio Cancellieri) che dopo l’elezione, hanno fatto visita al Lanciarini «in compagnia del nostro comitato che non si è mai adeguato, a differenza delle istituzioni del territorio, all’avanzare di una sanità indirizzata solo ed esclusivamente verso il privato. Ricordiamo l’impegno che si sono assunti Francesco Baldelli (ora assessore), Marta Ruggeri e Giacomo Rossi durante la campagna elettorale ed ora aspettiamo con fiducia».

 

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