Sos guardia medica, manca il personale: le sedi del territorio rischiano l'accorpamento

Venerdì 24 Settembre 2021 di Letizia Francesconi
Sos guardia medica, manca il personale: le sedi del territorio rischiano l'accorpamento

PESARO - Sos guardia medica, è proprio il caso di dirl: ora il problema della carenza cronica di medici guardisti nelle sedi del territorio rischia di esplodere, anche in vista dell’apertura dal primo novembre delle scuole di specializzazione medica, che sono bacino di ingresso e formazione di nuove leve, a discapito dell’attività di continuità assistenziale.

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L’unica soluzione per sopperire alla carenza sembra essere una rimodulazione delle postazioni, che per il territorio di Pesaro e Urbino sono 19 in totale. Prevista per questo l’accorpamento per le sedi di guardia medica di Pesaro e Gabicce, già da ottobre. Novità contenute in un documento elaborato dalla direzione del Distretto sanitario di Pesaro e presentato al direttore di Area Vasta 1 Romeo Magnoni, al direttore sanitario Asur Marche Remo Appignanesi e ai componenti del comitato della medicina generale di Area Vasta. 

Decisione da assumere

La direttrice del distretto sanitario, Elisabetta Esposto, tiene comunque a precisare che si tratta per ora di una proposta e dovrà essere la direzione sanitaria di Asur e Area Vasta a esprimersi per dare corso o meno al piano di riorganizzazione. La previsione della direttrice del distretto vedrebbe però i servizi di guardia andare incontro a serie difficoltà nei prossimi mesi fra ottobre e novembre in prospettiva di un aumento delle attività a domicilio per i pazienti Covid, garantite dalle unità speciali di continuità, Usca. Attualmente, riporta il documento, il distretto di Pesaro vede 3 postazioni di guardia medica così organizzate: Pesaro che copre anche Mombaroccio per un bacino di 95 mila 600 abitanti, Montecchio che riunisce Monteciccardo, Tavullia e Vallefoglia per 31 mila 400 abitanti e Gabicce-Gradara che comprende un bacino di 10 mila 500 abitanti. Ma la carenza di personale medico disposto a garantire i turni di guardia è tale, scrive Esposto, che una rimodulazione al ribasso pare l’unica strada perseguibile. Fra l’altro il distretto di Pesaro aveva già richiesto la possibilità di ampliamento dell’orario del servizio, proprio per sopperire alle difficoltà ma a rispondere positivamente sono stati solo 3 medici. Un problema latente e di cui l’Area vasta 1 è da tempo informata. A pesare sono le continue dimissioni di medici specializzandi, che finora ricoprivano incarichi di guardia, per nuovi incarichi o per l’ammissione alle scuole di specializzazione medica.
Per il mese di ottobre si propone l’accorpamento dell’attività della guardia medica di Gabicce con Pesaro, dal lunedì al venerdì dalle 20 fino alle 8 del mattino successivo. Si prevede la chiusura della sede di continuità di Gabicce ma con un’apertura garantita nei prefestivi e festivi. 
Da riorganizzare anche le visite domiciliari che richiederanno i cittadini gabiccesi e del circondario, che saranno effettuate dai medici di continuità della sede di Pesaro mentre i cittadini di Gradara dovranno richiedere l’intervento ai medici guardisti di Montecchio.
Incognita per il futuro
Resta l’incognita di novembre, perché prosegue la dottoressa Esposto, se non arrivasse la disponibilità o il reclutamento da parte della direzione Asur-Area Vasta 1 di ulteriori medici integrativi, sarà necessario e inevitabile rimodulare ulteriormente l’attività, e non solo delle postazioni di Pesaro, Gabicce Mare-Gradara. Una rimodulazione del servizio che era nell’aria e di cui si discute fin dall’estate scorsa, quando il servizio di guardia medica turistica non è stato attivato né per la sede di Pesaro né nella postazione di Gabicce Mare, e a nulla sono valsi gli appelli indirizzati a Regione e Asur Marche dai rispettivi Comuni e dall’associazione albergatori.

 

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