Rigenerazione urbana, i primi 20 milioni del Pnrr per due palazzi storici e un ex convento di Pesaro

Rigenerazione urbana, i primi 20 milioni del Pnrr per due palazzi storici e un ex convento di Pesaro
Rigenerazione urbana, i primi 20 milioni del Pnrr per due palazzi storici e un ex convento di Pesaro
di Letizia Francesconi
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Venerdì 19 Agosto 2022, 03:40

PESARO Sono stati rese disponibili dal Ministero dell’Interno le prime tranche del 10% a titolo di acconto per i progetti milionari finanziati dal Pnrr- Rigenerazione urbana e destinate ai contenitori di Palazzo Mazzolari-Mosca, Palazzo Almerici e del complesso San Domenico. La determina che arriva dopo Ferragosto a firma del dirigente del servizio Opere Pubbliche, Maurizio Severini, permette di prendere la rincorsa verso la progettazione definitiva per la rinascita dei palazzi storici. Acconti, come dispone il Decreto ministeriale pari al 10 per cento per “sbloccare” e avviare il primo step degli interventi di recupero e trasformazione urbana. 

Nel dettaglio
Lo sblocco: nel dettaglio, parliamo di un primo acconto di 800 mila euro erogato per la riqualificazione e valorizzazione di Palazzo Mazzolari (su 8 milioni e 800mila euro), altri 440 mila euro destinati a Palazzo Almerici sede della Biblioteca e dei Musei Oliveriani (su 4 milioni e 440mila euro), e 760 mila euro a beneficio della trasformazione e recupero di Palazzo San Domenico (su 7 milioni e 600mila euro). L’incarico: si sta per entrare nel vivo della sfida Pnrr che attende il Comune di Pesaro. «Sarà una corsa allineata sui tempi di progettazione dei tre contenitori – spiega il vicesindaco Daniele Vimini – per Palazzo Mazzolari-Mosca, è stato appena affidato ad uno studio tecnico specializzato anconetano, l’incarico che dovrà restituirci un progetto preliminare avanzato in un lasso di tempo, che va da metà ottobre alla prima decade di novembre per riuscire a bandire la gara d’appalto nei primi mesi del 2023. Realisticamente però i lavori di restauro non partiranno prima di fine 2023, un’operazione questa che entrerà a pieno diritto nella strategia di marketing territoriale, di comunicazione e promozione di Pesaro Capitale della Cultura 2024. Il cantiere opererà per stralci funzionali. L’obiettivo condiviso con lo staff tecnico interno all’Ente comunale è realizzare prima la nuova ala al piano terra del complesso architettonico che dà sulla passeggiata di via Rossini, dove sarà aperto il museo dedicato al Maestro Giuliano Vangi. Questo con l’obiettivo di rendere visitabile e fruibile nell’anno di Pesaro Capitale, almeno una porzione dello storico palazzo, affinché tutto non resti immobile e chiuso per anni, anticipando i termini di consegna, laddove possibile. Nell’incarico di progettazione affidato allo studio dorico, specializzato in interventi su palazzi storici, è compreso anche lo studio sulla tenuta del complesso edilizio, la messa in sicurezza dei solai e l’adeguamento in sicurezza a partire dal secondo piano, sede degli uffici comunali Cultura e Turismo fino ai piani più alti, per trasformare l’ala al piano superiore in depositi visitabili di opere d’arte, fino ad oggi rimaste custodite nei sotterranei del complesso edilizio e dei Musei civici».


Il cronoprogramma
Palazzo Almerici: si stringono i tempi anche per il recupero della sede storica della Biblioteca Oliveriana lungo via Mazza. Già bandita la gara per individuare il soggetto privato che si aggiudicherà la progettazione degli interventi finanziati. «In attesa dell’assegnazione formale – prosegue l’assessore Vimini – anche in questo caso l’obiettivo è ottenere un progetto esecutivo da presentare alla città entro fine 2022 per procedere con la gara a primavera 2023. Fra gli interventi, il consolidamento dell’edificio e la sua ristrutturazione ad iniziare dai solai, fondamentali per la sopravvivenza della Biblioteca e dei carichi dati dal materiale librario e dalle opere esposte, oltre all’ampliamento degli spazi di lettura e la “chicca” con il recupero della vecchia Torre libraria».
Il mercato da spostare
«Il contenitore dove la progettazione è in fase avanzata - conclude Vimini - è Palazzo San Domenico, in continuità con il vecchio progetto dello studio architettonico Canali di Parma, riadattato in funzione delle esigenze dell’Università Politecnica delle Marche». Una cosa è certa, gli ambulanti del mercato delle erbe, finora presenti all’interno del chiostro non resteranno al loro stesso posto con l’apertura del nuovo San Domenico, perché cambierà completamente la fruizione del contenitore.

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