Pesaro, record di condanne: Primula Rossa delle truffe incassa la tredicesima condanna

Inseguendo il record: Primula Rossa delle truffe incassa la tredicesima condanna
Inseguendo il record: Primula Rossa delle truffe incassa la tredicesima condanna
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Martedì 16 Gennaio 2024, 06:10 - Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 07:38

PESARO Il fuoriclasse della truffa. Conta quattordici processi pendenti, una dozzina già passati in giudicato. E condanne cumulative per oltre 5 anni. Ieri una nuova sentenza. In tribunale a Pesaro un nuovo capitolo per un 40enne bosniaco accusato di truffa aggravata nei confronti di un pesarese. Nel primo caso gli viene contestato di aver acquistato una Fiat 500 Abarth per 7500 euro consegnando una caparra di 1000 euro. Una volta ottenuto il passaggio di proprietà, aveva lasciato un assegno da 6500 che era risultato scoperto. Neanche a dirlo, sarebbe poi sparito senza farsi più trovare. 


L’accusa è anche quella di sostituzione di persona perché si era spacciato per un altro per risultare credibile e incensurato.

Stesso copione per una Land Rover da 7000 euro, con 1000 euro dati in contanti e 6000 con un assegno non bancabile destinato a un pesarese. Modalità ripetuta con una moto, causando un danno da 3000 euro.

Spacciandosi per titolare di una concessionaria, si era fatto consegnare una caparra da 1500 euro per un’auto mai consegnata. In un altro caso è accusato di aver ritirato degli elettrodomestici sotto falso nome ma di non aver corrisposto la somma di 17 mila euro a titolo di pagamento. Qui avrebbe presentato una serie di assegni a lui intestati da parte di una ditta inesistente, come conguaglio del dovuto. Ma tra titoli non validi e strappati, il commerciante non avrebbe ricevuto un euro. 

Il 40enne bosniaco ha 14 fascicoli aperti


Il 40enne bosniaco, difeso dall’avvocato Giuseppe Croce, oggi tornato nei Balcani, ha ben 14 fascicoli aperti. E ha anche una dozzina di processi già chiusi tra Pesaro, Urbino, Ancona, Macerata e Ascoli Piceno per un cumulo di condanne di 4 anni e 3 mesi. Ma in alcuni di loro è stato anche assolto perché le parti offese hanno ritirato la querela o per insufficienza di prove. Ieri è stato condannato a 1 anno e 2 mesi mentre per alcune truffe è stato assolto per la mancanza di querela della vittima, divenuta obbligatoria con la riforma Cartabia.

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