Perde il controllo del van e si schianta contro la segnaletica, il prof Panzieri stroncato da un infarto al volante

Sabato 8 Agosto 2020 di Elisabetta Marsigli
Il professor Luigi Panzieri, 76 anni, stroncato da un infarto alla guida
PESARO - Un infarto ha colto mentre era al volante, in piazzale Matteotti, Luigi Panzieri, all’età di 76 anni, il noto professore del Bramante fortemente impegnato nel volontariato che da sempre si è speso per i più deboli. E’ successo ieri mattina nel piazzale antistante via San Francesco, nei pressi della fontana. Luigi Panzieri era alla guida di un van, impegnato, come sempre, a rifornire la Bottega del commercio Equo Solidale, nelle due sedi, a Pesaro e Fano.

 
Un malore improvviso che non lo ha risparmiato, nonostante i repentini soccorsi con il trasporto immediato all’ospedale di Pesaro. Sul posto la polizia locale, una volante della polizia di stata e gli uomini del 118. Panzieri ha perso il controllo ed è andato a sbattere contro la segnaletica verticale abbattendo alcuni paletti. 

Soccorsi disperati
Le sue condizioni sono apparse subito molto serie ed è stato portato subito in sala operatoria, ma non ce l’ha fatta. La notizia della sua morte si è diffusa in tarda mattinata tra il dolore e l’incredulità generale. Un esempio di onestà e dedizione, stimato e apprezzato professore dell’istituto tecnico Bramante, che ha sempre spronato e coinvolto i suoi allievi a guardare fuori dalle mura della scuola, a rispettare e capire il mondo: da qualcuno definito “il professor Keating di Pesaro” con un chiaro omaggio all’Attimo Fuggente. «Un pacifista vero, che si è battuto costantemente contro le disuguaglianze e per i diritti dei popoli, un professore straordinario che ha ispirato intere generazioni di studenti. La mia conoscenza con lui risale ai tempi delle scuole superiori, già in quel periodo esprimeva le qualità che lo hanno fatto stimare e amare da tutta la città» scrive il sindaco Matteo Ricci. 

Il ricordo del sindaco Ricci
Tra le sue iniziative più note ricordiamo infatti l’impegno verso Keita la città nigeriana gemellata con Pesaro che lo ha visto organizzatore anche lo storico torneo di basket “Viva Keita”, una pietra miliare degli appuntamenti sportivi dedicati ai ragazzi. Fondatore della Bottega Equo solidale e ideatore del Mercatino delle Meraviglie, altro popolarissimo esempio di coinvolgimento studentesco, oltre alla valorizzazione delle opere di Massimo Dolcini. È a lui che si deve la cura per l’infinita collezione dei manifesti del noto grafico dal lato umano di Pesaro, esposti ai Musei Civici qualche mese fa, durante la mostra a lui dedicata. «Sono talmente tante le cose importanti che Luigi ha fatto, che oggi diventa difficile sceglierne alcune. Una scomparsa che colpisce tutta la città e che difficilmente può essere dimenticata» conclude Ricci. 

Da Viva Keita al Mercatino
«Per l’associazione Dolcini è stata una figura fondamentale - commenta Angela Scatigna - animato dalla passione sconfinata e dal profondo affetto per il lavoro di Massimo, è riuscito a tenere insieme i fili di questo archivio, organizzando con grande tenacia la mostra ai Musei Civici. È sconvolgente che la scomparsa di Luigi sia stata così inaspettata, esattamente come quella di Massimo, quasi a unirli ancora una volta». Increduli e sconvolti i volontari della Bottega: «Per noi è un fulmine a ciel sereno. Gigi era fondatore e anima della nostra Bottega. Era un pozzo inesauribile di idee e tante iniziative sono state frutto della sua generosità e disponibilità. Un vuoto enorme e incolmabile, per tutti noi».

Custode di Dolcini
«Il mio ricordo è legato alla solidarietà, al fatto che ha sempre cercato di sostenere i paesi più poveri attraverso la Bottega per ridurre i passaggi economici che sfruttano gli agricoltori, offrendogli un guadagno pulito, contro le multinazionali. - aggiunge Andrea Biancani - Una figura che ha sempre fatto della solidarietà e della vicinanza ai poveri la sua missione di vita. Non posso dimenticare l’emozione di aver partecipato al Mercatino delle Meraviglie da bambino: una fantastica intuizione che coinvolgeva le giovani generazioni in un concetto di riuso ante litteram, con uno scambio di oggetti che aveva valenza sociale, ma anche ambientale».

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