Spese e trasporti gonfiati con le ambulanze? Tutti assolti dopo sette anni di indagini e processo

Mercoledì 23 Dicembre 2020 di Luigi Benelli
Spese e trasporti gonfiati con le ambulanze? Tutti assolti dopo sette anni di indagini e processo

PESARO  - Tutti assolti dopo 7 anni di indagini e processi. Il giudice si è ritirato in camera di consiglio per una manciata di minuti prima della sentenza. Ieri l’ultimo atto del processo sui presunti costi gonfiati dei viaggi delle ambulanze.

Gli imputati erano 7 e il reato è quello di tentata truffa ai danni del sistema sanitario, cosa che aveva portato all’apertura dell’inchiesta della finanza. Erano state denunciate otto persone tra amministratori, dipendenti e contabili di quattro cooperative, ritenute responsabili del reato di tentata truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico. 

 

Le cooperative sotto accusa

Le Coop che gestivano i trasporti nel 2014 e 2015 erano riunite sotto un’associazione temporanea di imprese: c’erano la One Emergenza di Pesaro, a cui erano associate le Croci Verde e Azzurra e la Solaris di Carpi. Secondo l’indagine dalle fatture emesse e richieste di trasporto ricevute dall’Asur – Area Vasta 1 e dall’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, erano emerse delle irregolarità. I viaggi alcune volte non sarebbero stati compiuti, altre solo parzialmente effettuati ma regolarmente pagati. Nel faldone anche la presunta sistematica modifica degli orari riportati nei fogli di viaggio compilati al termine dell’attività di servizio da ignari autisti. E persino casi in cui la stessa ambulanza, secondo i fogli di viaggio, si sarebbe trovata contemporaneamente in due luoghi diversi. Anche i turni sarebbero stati dilatati con indebiti vantaggi. Una inchiesta finita anche tra i servizi de Le Iene di Italia 1. Secondo la finanza il danno economico ai conti pubblici sarebbe stato di circa 120 mila euro. Ieri il pm ha chiesto l’assoluzione per tre imputati e complessivamente 5 anni e due mesi per gli altri quattro. Dopo pochi minuti il giudice Giuseppe Fanuli è uscito con la sentenza di assoluzione per tutti. «Una camera di consiglio molto breve – commenta l’avvocato Mauro Mengucci - aveva già le idee chiare. Del resto nella nostra impostazione difensiva abbiamo fatto rilevare come non ci sia stato nessun reato di tentata frutta, anzi le Croci si sono prodigate nei confronti dell’interesse pubblico e si sono adeguate alle mutate esigenze della stazione appaltante Asur anche quando sono stati cambiati i termini del contratto con il passaggio all’Area Vasta 1. Hanno lavorato cercando di risolvere i problemi assieme ai funzionari Asur. Esisteva infatti più di un atto servizio rispetto al lavoro delle coop svolto in buona fede». Poi Mengucci aggiunge. «Sette anni di indagini comportano un impegno di ordine morale enorme perché dopo aver cercato nell’interesse del malato e dopo 30 anni di lavoro, vedersi una imputazione del genere ha peso psicologico grave. Con questa sentenza si ha una totale riabilitazione». Gli fa eco l’avvocato Casula. «Direi che l’esito assolutorio corrisponde alle risultanze dell’istruttoria dibattimentale in cui è emerso che le prestazioni furono tutte rese regolarmente e che non vi è alcun elemento per sostenere che gli importi richiesti per i trasporti siano stati strumentalmente aumentati».

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