Sulla carta è a capo di imprese e società: dopo la bancarotta il prestanome a processo anche per evasione fiscale

Giovedì 11 Febbraio 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, sulla carta è a capo di imprese e società: dopo la bancarotta il prestanome a processo anche per evasione

PESARO - Una testa di legno per tutte le stagioni. Sulla carta un imprenditore titolare di aziende, nella realtà è costretto a vivere con tanti connazionali in un umile appartamento. Il senegalese Sall Mbor Diagne è di nuovo a processo in una inchiesta della guardia di finanza legata all’evasione fiscale. Anche qui era stato nominato amministratore di una società immobiliare. Con lui altri 4 pesaresi a processo, dopo l’udienza preliminare davanti al Gup di Pesaro.

 

I precedenti

E’ singolare come il senegalese, 58 anni, era già stato condannato per il processo legato alla bancarotta fraudolenta contestata all’ex patron della Vis Pesaro Giuseppe Bruscoli assieme al figlio Roberto. La Tecnobrum era accusata di aver venduto materiali di scarto alla Lisco, società libica, al posto di apparecchiature per la realizzazione di una centrale di depurazione a Misurata. Il senegalese considerato la testa di legno, era stato condannato a 3 anni per bancarotta documentale. Durante l’inchiesta era emerso che aveva rivestito 16 cariche formali in 10 diverse società e risultava proprietario al 100% di alcune di esse. 

Condizioni disagiate

Nonostante questa apparente floridità finanziaria, lo stesso viveva in condizioni disagiate in un appartamento condiviso con numerosi familiari e connazionali. Ora torna protagonista di un’altra inchiesta, difeso dall’avvocato Marco Defendini. Secondo l’accusa, come amministratore e liquidatore della Valore Immobiliare, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avrebbe effettuato dichiarazioni non conformi, tanto da evadere 750 mila euro. Per lui anche l’accusa di falsa dichiarazione. Gli approfondimenti investigativi hanno portato ad individuare un’importante operazione di cessione di un terreno nel Comune di Pesaro – frazione di Villa Ceccolini, al prezzo di oltre 870 mila euro ad un fondo immobiliare di Roma omettendo la dichiarazione dei ricavi con il conseguente mancato versamento all’Erario di imposte dovute per circa 315 mila euro.

Accertamenti

Secondo l’accusa i reali beneficiari della vendita del terreno, nonché i responsabili del mancato versamento delle imposte dovute per l’operazione immobiliare, sono stati identificati nei vari soggetti che hanno tentato di schermarsi dietro la figura del senegalese, quale mera “testa di legno”, nominandolo liquidatore ed amministratore della società. A marzo l’inizio del dibattimento.

 

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