Rifiutò di farsi identificare durante la manifestazione contro il coprifuoco Covid: no-vax a processo

Rifiutò di farsi identificare durante la manifestazione contro il coprifuoco Covid: no-vax finisce a processo
Rifiutò di farsi identificare durante la manifestazione contro il coprifuoco Covid: no-vax finisce a processo
di Luigi Benelli
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Martedì 21 Giugno 2022, 08:23 - Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 11:16

PESARO - A processo perché non aveva fornito i documenti di identità ai poliziotti durante una manifestazione dei disobbedienti contro le restrizioni Covid. Il caso risale al 1 maggio 2021 quando i “no orario” si erano ritrovati alla Palla di Pomodoro con l’obiettivo di sfidare il coprifuoco serale per il Covid e le norme dei vari dpcm e decreti a cominciare dall’obbligo delle mascherine e dal divieto di assembramenti. 

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Il passaparola

In base al tam tam sui social e gruppi Telegram si aspettavano 400 manifestanti, ma alla fine alla spicciolata ne sono arrivati una 60ina. La specificità è stata quella di iniziare alle 22.01, un minuto dopo l’entrata in vigore del coprifuoco. Manifestazione dunque, non autorizzata, e che, anche per questo, ha visto concentrarsi in zona Palla una ventina di rappresentanti delle forze dell’ordine tra polizia, carabinieri e vigili, a presidiare i manifestanti. Tra questi un pesarese sulla 40ina tra i leader del Clp, il movimento Cittadini liberi Pesaro. Alla richiesta di esibire i documenti, non li ha forniti ai poliziotti che così l’hanno denunciato ed è finito a processo per il reato 651 del codice penale, ovvero il rifiuto di fornire le indicazioni sull’identità personale. Ieri mattina sono stati sentiti i testi e l’imputato. Quest’ultimo ha sottolineato che non gli sarebbe stato intimato di mostrare i documenti. I poliziotti in servizio all’epoca hanno detto che l’uomo non ha esibito la carta di identità e poi si è disperso tra i presenti. Solo grazie alle immagini video catturate dalla polizia scientifica sono stati rintracciati alcuni dei presenti, tra cui l’imputato. I disobbedienti hanno ricevuto tutti la sanzione da 400 euro per aver violato il coprifuoco delle 22.

La modalità

Ieri il pubblico ministero ha chiesto una condanna a 200 euro di multa mentre l’avvocatessa Isabella Giampaoli ha chiesto l’assoluzione. «Nelle numerose manifestazioni si è verificato spesso che le forze dell’ordine non hanno identificato le persone sul posto, ma lo hanno fatto tramite le telecamere – fa sapere il legale - Questa modalità è preoccupante soprattutto quando non si sono verificati reati o sussiste un pericolo grave. Come sempre è una modalità a sfondo politico». La decisione nella prossima udienza.

L’altro fatto

Nella stessa sera ci fu anche una denuncia. Si trattava di un giovane segnalato per resistenza a pubblico ufficiale, violenza e rifiuto a fornire le proprie generalità. Un pesarese di 25 anni che non voleva dare i documenti e che ha reagito al sollecito sferrando un calcio all’auto di servizio dei poliziotti. 

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