Atti sessuali con il paziente minorenne: il pm chiede 9 anni di carcere per lo psichiatra

Martedì 25 Maggio 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, atti sessuali con il paziente minorenne: il pm chiede 9 anni di carcere per lo psichiatra

PESARO - Formulata la richiesta di condanna per lo psichiatra e criminologo Michele Fonti rinviato a giudizio con l’accusa di atti sessuali con un ragazzino, suo paziente. A sua volta lo psichiatra, ritenendosi ingiustamente accusato, aveva denunciato per calunnia chi aveva sporto querela nei suoi confronti (l’ex paziente, nel frattempo diventato maggiorenne, e una psicologa tirocinante del suo studio per un altro fatto).

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Ieri il pm Giovanni Narbone ha chiesto la condanna a 9 anni, l’interdizione dai pubblici uffici e il divieto di esercitare la professione. I fatti contestati dalla procura risalgono al periodo che va dal settembre 2011 al marzo 2014. Il reato ipotizzato è quello dell’articolo 609 quater del codice penale che equipara agli abusi gli atti a sfondo sessuale, anche consenzienti, compiuti dall’accusato con chi ha meno di 16 anni nel caso in cui il minore gli sia affidato (tra le altre fattispecie) per ragioni di cura. L’ex paziente, una volta compiuta la maggiore età, sostenuto dalla sua famiglia, ha deciso di intraprendere la battaglia giudiziaria. Così ha presentato una denuncia raccontando di aver subito molestie dallo psichiatra, il quale gli avrebbe fatto credere che il disagio personale che viveva come adolescente dipendeva dal mancato riconoscimento del suo orientamento omosessuale. Il pm Giovanni Narbone, per cercare riscontri alla versione del giovane, ha raccolto diverse elementi disponendo tra l’altro perquisizioni nello studio professionale che lo psichiatra gestisce in provincia e in Sicilia e sul lago di Como. Nella prossima udienza, il 22 luglio, verrà ascoltata la difesa di Fonti che ha sempre negato gli addebiti e parlato di “contraddizioni incolmabili” e la parte civile rappresentata dall’avvocato Roberto Brunelli. Oggi Fonti è libero, dopo che nel novembre 2020 i carabinieri di Palermo lo avevano arrestato per possesso di documenti falsi. I militari dovevano notificargli l’avviso di conclusione di un’indagine da parte della Procura di Pesaro, ma lo psichiatra avrebbe tentato di fuggire i documenti di identità falsi nello zaino. Un reato che prevede l’arresto obbligatorio. 

 

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