La Federazione Pentathlon usata come una bancomat: condannato a 8 anni l'ex presidente Felicita

La Federazione Pentathlon usata come una bancomat: condannato a 8 anni l'ex presidente Felicita
La Federazione Pentathlon usata come una bancomat: condannato a 8 anni l'ex presidente Felicita
di Letizia Francesconi
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 09:34

PESARO - Lucio Felicita, ex campione pesarese di Pentathlon moderno ed ex presidente della Federazione fra il 2011 e il 2013, è stato condannato a 8 anni, interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale perpetua e interdizione perpetua dal contrarre con la pubblica amministrazione. Così è stato disposto nella sentenza emessa dal Tribunale di Roma seconda sezione, sui nove capi d’imputazione per reati vari fra abuso di ufficio, peculato e corruzione, e per i quali era stato rinviato a giudizio nel 2018.

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Lunga vicenda

Si è chiuso così il primo grado di giudizio e i legali di Felicita anticipano già il ricorso in appello. Dopo la prima udienza per il procedimento penale che si è tenuta nel febbraio 2019, l’emergenza sanitaria ha poi modificato e inevitabilmente rallentato il calendario delle udienze. Il dispositivo: in sede di discussione, il Pm del Tribunale di Roma, aveva chiesto 3 anni e 8 mesi ma il giudice ha disposto una pena di 8 anni. Non sono state riconosciute le attenuanti generiche, ed è stato disposto un sequestro conservativo dei propri beni patrimoniali e non, per un valore complessivo di 320 mila euro, immediatamente esecutivo. 

La provvisionale e le spese

Alla Federazione Pentathlon oggi presieduta da Fabrizio Bitner, il pesarese Felicita deve risarcire una somma provvisionale di 250 mila euro più le spese legali, così suddivise: 12 mila euro all’Ente federale e 5 mila euro al Coni. Reati contestati: fra i capi d’imputazione anche l’abuso d’ufficio. L’ex numero uno del Pentathlon, radiato con sentenza sportiva dal Coni, dopo essere rimasto in carica fino al 2013, ha di fatto utilizzato per anni la “cassaforte” dell’Ente federale come fosse il suo bancomat personale. Ecco l’elenco delle spese, formalmente attribuite all’attività di presidente a partire dal tour nelle capitali europee in compagnia della famiglia moglie, figlia, cognata, attingendo il denaro dalle casse della Fipm. Vanno menzionati poi i voli per visitare Pechino, dove Felicita prenotava alberghi e ristoranti per le vacanze di Natale, Capodanno e Pasqua, e tutto per 28 mila euro. In questo caso l’accusa è stata di appropriazione indebita, così come quelle spese sostenute per gli spostamenti in Romania, il Paese della moglie. Un pacchetto da 119 mila euro compresi biglietti aerei, treno, alberghi e pasti, sempre sottratti alle casse della Federazione. Ed ancora fra i nove capi d’imputazione c’è anche l’aver convinto la Federazione Pentathlon a prendere in affitto a 7 mila 800 euro l’anno per 8 anni, la sua casa di proprietà a Pesaro in zona mare, ma dove non viveva alcun dirigente federale bensì sua figlia, per non parlare di contratti a termine stipulati con incarichi a vario titolo ai componenti della sua famiglia. 

Capitolo piscina

La piscina: si deve a Felicita anche l’accordo stretto nel 2008 dall’allora Federazione con Comune e Provincia per porre le basi alla realizzazione dell’impianto natatorio di via Togliatti. Quello stesso accordo su cui pesa una rata di mutuo annuale di circa 400 mila euro a carico della Federazione, che è oggi al centro della discussione per oneri e obblighi fra l’attuale vertice federale e il Comune di Pesaro, che nel frattempo ha chiesto alla Fipm la riconsegna della chiavi e il subentro del nuovo gestore, vincitore dell’ultima manifestazione d’interesse di un anno fa.

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