Tirò il freno a mano nell'incidente in cui morirono la compagna e un'altra coppia: condannato a 3 anni e 4 mesi

Venerdì 28 Gennaio 2022 di Luigi Benelli
Orazietti tirò il freno a mano nell'incidente in cui morirono la compagna e un'altra coppia: condannato a 3 anni e 4 mesi

PESARO - Marco Orazietti è stato condannato per omicidio stradale in concorso per il tragico schianto di Colombarone. Il caso riguarda l’incidente del 9 giugno 2019 che è costato la vita a Silvia Lucarelli, 33 anni, e ai coniugi 60enni Roberto Carosio e Oriella Bonerba. Era un’assolata domenica di inizio estate quando un’auto senza controllo, una Mazda X3, in discesa dalle Siligate si schiantò contro una Fiat 600 che proveniva dalla direzione opposta e con a bordo marito e moglie di Villa San Martino che rientravano da un pranzo.

 

Secondo l’accusa nelle indagini successive era poi emerso che Silvia era alla guida e non Marco Orazietti, il 33enne, compagno della giovane donna, imputato per triplice omicidio stradale colposo in concorso.

Gli accertamenti

Per la procura avrebbe cooperato nella determinazione dell’incidente tirando il freno a mano che ha poi fatto scarrocciare il mezzo. Durante il rito abbreviato sono state depositate varie perizie. Secondo l’ipotesi accusatoria Silvia avrebbe condotto il veicolo in stato di alterazione psicofisica e per “imperizia, negligenza e imprudenza” avrebbe affrontato la curva a Colombarone dopo un sorpasso con la doppia striscia continua a 130 km/h. In un primo momento invece era emerso che il ragazzo era alla guida, circostanza smentita in seguito. Il 33enne Orazietti, in stato di alterazione psicofisica, avrebbe tirato il freno a mano mentre l’auto era lanciata in un tratto in cui vigono i 50 chilometri orari. L’azionamento della leva avrebbe fatto sbandare la Mazda, facendola finire contro la Fiat 600 in cui si trovavano i coniugi Carosio e Bonerba, morti sul colpo. Tesi non accettata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Andrea Giorgiani, che aveva depositato delle perizie per contrastare questa ipotesi. Dalle telecamere era emerso che Silvia era alla guida ed era stata sbalzata nei sedili posteriori dopo lo schianto. Orazietti sarebbe rimasto in un primo momento incastrato nel lato passeggeri. Appena uscito dalla macchina avrebbe detto ai primi soccorritori che non era stato lui, che non stava guidando. Ipotesi confermata da una videocamera che ha ripreso il passaggio del mezzo. Il pubblico ministero Giovanni Narbone ha chiesto la condanna di Orazietti a 3 anni e 4 mesi. Il giudice Giacomo Gasparini ha accolto la richiesta e condannato l’imputato a 3 anni e 4 mesi disponendo anche la provvisionale per il risarcimento. Ai genitori di Silvia 60 mila euro ciascuno e alla figlia rimasta orfana della madre 100 mila euro. Alla lettura della sentenza, tutti sono rimasti molto composti.

L’appello

L’avvocato Paolo Masetti, legale dei familiari di Silvia, sottolinea: «Nessuno ha vinto, è una sconfitta per tutti, nessuno potrà colmare la perdita di Silvia e delle altre due persone rimaste uccise nel tragico incidente. Sicuramente è una cosa in cui credevamo, siamo soddisfatti da un punto di vista giudiziario. Quanto al risarcimento, la cifra è finalizzata a proteggere il futuro della bambina di Silvia». L’avvocato Giorgiani, difensore dell’imputato rileva: «Prendiamo atto, vedremo i motivi della sentenza e sicuramente proporremo appello». Le motivazioni della sentenza arriveranno in 15 giorni.

 

Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA