Flirta con la segretaria e invia le immagini al suo fidanzato: imprenditore a processo per stalking e revenge porn

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Luigi Benelli
Flirta con la segretaria e invia le immagini al suo fidanzato: imprenditore a processo per stalking e revenge porn

PESARO - La storia con la segretaria finisce in tribunale con un’accusa di atte persecutori, violenza sessuale e revenge porn. Una liaison che si è trasformata in un boomerang per un imprenditore pesarese di 45 anni. Rimasto solo con i figli dopo la morte della moglie, è finito per innamorarsi di una sua dipendente, quasi 30enne. Tra i due era nato un flirt durante i viaggi di lavoro, le fiere all’estero e i congressi. Ma lei era fidanzata e questo ha contribuito a far scoppiare il vaso di pandora con tutte le ripercussioni del caso. 

 

Lui 45 anni, lei 30

L’imprenditore voleva una storia alla luce del sole, lei non voleva lasciare il compagno, né tantomeno dirle della scappatella. Così ci ha pensato lui a farlo. L’imprenditore avrebbe spifferato tutto al moroso di lei. E’ scoppiato il caos, ma la ragazza non ne voleva più sapere dell’imprenditore. La sua scelta era il fidanzato, disposto a perdonarla se avesse troncato la relazione con quell’uomo che però, per forza di cose, continuava a incrociare nell’azienda in cui lei lavorava. Insomma, una situazione complicata. Lei chiede scusa, promette di non tradirlo più e fa la sua scelta: ovvero restare con il fidanzato e lasciare il 45enne. L’imprenditore, su tutte le furie, per ripicca ha inviato una serie di immagini al fidanzato che ritraevano la ragazza nuda o in atteggiamenti intimi. Un revenge porn che per la legge italiana è punito dal codice penale con l’articolo 612 ter, ovvero la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Così è scattata la denuncia e si è incardinata l’indagine per circoscrivere i fatti. Ma per lui le accuse non sarebbero finite perché la ragazza è rimasta a lavorare in azienda e lui non l’avrebbe lasciata in pace. Ammiccamenti, avance e non solo perché l’avrebbe palpeggiata, toccata anche dopo la decisione della giovane di troncare la relazione. Motivo per cui è accusato anche di violenza sessuale. Infine una serie infinita di messaggi inviati sia a lei che al suo fidanzato, un fattore che ha fatto scattare anche l’accusa di atti persecutori. 

Proposti 19mila euro
L’imprenditore è difeso dall’avvocato Francesco Coli che ha proposto un patteggiamento a 10 mesi e 20 giorni oltre al risarcimento di 19 mila euro. Per la difesa tutto sarebbe scaturito in un momento di debolezza emotiva dell’imprenditore per la perdita della moglie. Ma la parte offesa che si è costituita parte civile tramite l’avvocato Milena Tasini, ha presentato una memoria e ha chiesto un risarcimento di ben 180 mila euro. Il giudice si è riservato la decisione, la prossima settimana è prevista la sentenza.

 

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