Patteggia il leader della baby gang di piazza Redi, andrà due anni in comunità

Patteggia il leader della baby gang di piazza Redi: «Sono pentito». Andrà due anni in comunità
Patteggia il leader della baby gang di piazza Redi: «Sono pentito». Andrà due anni in comunità
di Luigi Benelli
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Mercoledì 22 Giugno 2022, 08:44 - Ultimo aggiornamento: 10:29

PESARO - Era il “capetto” della baby gang di Piazza Redi, almeno dal punto di vista anagrafico, ieri il patteggiamento davanti al gup. Lui è un ragazzo che ha da poco compiuto 18 anni, finito in carcere con l’accusa di spaccio, ora in una comunità di recupero. Sta seguendo un percorso di reinserimento e in comunità passerà i due anni del patteggiamento. Ma per lui c’è un prima e un dopo.

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Lo stesso ha detto al giudice di essersi «pentito» del suo passato turbolento quanto precoce e ha fatto anche una dichiarazione spontanea: al giudice che intellettualmente incuriosito alla genesi del pentimento lo ha sollecitato a raccontare cosa direbbe al se stesso di prima se lo incontrasse, ha raccontato con parole semplici ma efficaci il suo pentimento.

Cinque episodi

La squadra mobile gli ha contestato diversi fatti come rapine, furti, botte a minorenni. Cinque episodi, tali da far scattare la misura cautelare. È lo stesso che a ottobre 2021 era stato trovato in un albergo in zona mare con un 17enne e un 13enne con della marijuana e una pistola scacciacani, ma senza tappo rosso. Per lui e gli altri due ragazzini suoi sodali era stato emesso anche un Daspo per gli episodi consumati in piazza Redi, come il pugno in faccia a un passante che aveva negato ai giovani una sigaretta. A seguito degli approfondimenti investigativi è emersa la responsabilità dell’indagato in almeno 5 episodi delittuosi, verificatisi a Pesaro tra febbraio e agosto 2021. Nel primo episodio ricostruito dagli agenti della squadra mobile, il giovane, in compagnia di amici minorenni, dopo aver gettato a terra un coetaneo, lo aveva minacciato con un coltello e gli aveva sottratto 20 euro e un telefono. In un’altra circostanza, invece, lo stesso aveva spintonato e minacciato due minorenni, per farsi consegnare del denaro, colpendone uno con un pugno. Il ragazzo ed un altro minorenne sono risultati coinvolti anche in un furto con effrazione consumato ai danni di uno stabilimento balneare, dal quale venivano sottratti gelati e bottiglie di vino. Avevano passato lì la notte dopo aver forzato la porta del bar, finchè erano stati scoperti all’alba dal titolare. In un altro episodio il 18enne si era impossessato di una city bike da uomo, lasciata parcheggiata dal proprietario nei pressi di una chiesa. Il giorno dopo era stato visto girare con quella bici e denunciato per il furto. Lo stesso giovane è risultato responsabile anche di un furto ai danni di un’anziana signora. Approfittando dell’ospitalità della donna, la nonna di un amico, ha aspettato che si coricasse per via dei medicinali assunti per la terapia del dolore e poi le ha sottratto un anello d’oro. La misura cautelare in carcere era stata emessa perché, come riferito dalla squadra mobile, «era emersa una particolare e determinata inclinazione delinquenziale del neo maggiorenne che, a dispetto della giovane età, ha dimostrato di non avere scrupoli nella consumazione di diversi reati, in particolare contro il patrimonio». Il ragazzo difeso degli avvocati Carlo Rampino e Luca Pagnoni Di Dario ha patteggiato 2 anni e 1000 euro di multa. Una pena che si aggiunge ai 2 mesi e 20 giorni per il danneggiamento alla scuola Don Gaudiano. Qui aveva rotto uno dei vetri della scuola ed era stato incastrato grazie alle telecamere di videosorveglianza. A seguito del pagamento del danno, circa 200 euro, il giovane ha potuto accordare la pena.

Le storie su Instagram

Una banda che non aveva problemi a fare storie su Instagram mentre venivano presi e accompagnati in Questura dai poliziotti, vantandosi delle loro gesta. L’altro membro della baby gang, 17enne, protagonista di alcuni degli stessi episodi era stato condannato a 2 anni con la misura delle prescrizioni per il giovane che potrà andare a scuola e frequentare il Sert per la tossicodipendenza. Con loro c’era un 13enne, oggi in comunità, non imputabile. 

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