Ragazzina minorenne abusata sessualmente tra le mura di casa: preso il patrigno orco

Giovedì 29 Luglio 2021 di Luigi Benelli
Ragazzina minorenne abusata sessualmente tra le mura di casa: chiesti 8 anni per il patrigno orco

PESARO - Un’accusa di violenza sessuale che si sarebbe consumata nelle mura domestiche. Il padre acquisito avrebbe abusato sessualmente della figlia della compagna, tutt’oggi minorenne. Ieri è arrivata la richiesta di condanna da parte del pubblico ministero Giovanni Narbone, venerdì la sentenza. Una storia che emerge in tutta la sua crudezza a febbraio e che in poche ore ha portato all’arresto di lui, 51 anni, operaio.

Pesaro, no-vax manifestano sotto casa del sindaco. Ricci: «Vergogna, la mia famiglia è spaventata»

 

Era entrato nella famiglia più di dieci anni fa circa come nuovo compagno della moglie. Poi le sue attenzioni si sono spostate anche su quella ragazzina, studentessa prima delle medie e poi superiori. 

Le attenzioni

Attenzioni che sono diventate qualcosa di più, tanto che oggi l’uomo è imputato per violenza sessuale aggravata dal fatto di averla indotta anche a bere alcolici. Lui che era il nuovo “papà”. Un incubo che sarebbe durato tre anni ed è venuto a galla lo scorso febbraio. La ragazzina ha vinto ogni reticenza e con il coraggio preso a due mani ha iniziato a confidarsi prima con un’amica, poi con un’insegnante e infine con un’altra amica che senza pensarci troppo l’ha convinta a raccontare tutto a un’ufficiale di polizia giudiziaria. La Procura ne è venuta a conoscenza immediatamente e ha fissato l’incidente probatorio. L’uomo è stato arrestato e portato in carcere in poche ore. Attorno alla ragazzina si è stretta una rete di protezione incisiva e immediata, elemento molto importante per far terminare il tutto. La giovane, ritenuta credibile e affidabile, ha raccontato quanto accaduto. Una storia agghiacciante perché oltre agli atti sessuali, lui avrebbe voluto indurla a prostituirsi, tanto che sarebbe stato anche ricostruito un episodio in merito. 

La protezione

Un caso di competenza della procura distrettuale di Ancona. Poi una registrazione audio di atti sessuali consumati in auto, elemento acquisito agli atti. Il pubblico ministero Giovanni Narbone ha chiesto la condanna a 8 anni e 4 mesi. L’imputato nega tutto, venerdì toccherà alla difesa rappresentata d’ufficio dall’avvocatessa Eleonora Nocito e alla parte civile della parte offesa Mara Roccisano. Poi la sentenza.

Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA