E' un pesarese di 46 anni il morto scoperto da un operaio al lavoro nell'albergo chiuso

Giovedì 26 Novembre 2020 di Simonetta Marfoglia
L'intervento della polizia in zona mare

PESARO - Un corpo di un uomo riverso a terra in fondo allo scivolo di un garage di un albergo chiuso, inghiottito dal buio dell’autunno. E, attorno, la desolazione resa ancora più opprimente dal silenzio e dalla solitudine dal luogo, la zona mare rischiarata solo dalla luce fioca dei lampioni. E’ la scena apparsa ieri pomeriggio davanti agli occhi di un operaio intento ai lavori di manutenzione dell’Hotel Imperial Sport, in via Ninchi, traversa del lungomare Trieste. Chiuso l’albergo, chiusi i locali vicini, l’uomo era occupato nelle sue mansioni quando ha scorto il cadavere. Erano le 17.30, praticamente già notte. L’operaio ha chiamato il 113: «C’è un uomo a terra, non si muove», e la pattuglia della squadra volante della polizia è arrivata subito dopo insieme ai colleghi della scientifica. Che cosa ha portato quello sconosciuto a morire in fondo a uno scivolo di un parcheggio? E, soprattutto, com’è morto? Interrogativi che hanno avuto risposta quasi subito quando gli investigatori hanno ritrovato vicina al corpo anche una siringa. Ed è bastato altrettanto poco per arrivare all’identificazione di quel corpo finora sconosciuto: un pesarese di 46 anni, G.R. (iniziali anche a tutela della figlia), già noto alle forze dell’ordine, uscito dal carcere di Villa Fastiggi appena poche ore prima. Era rinchiuso ormai da mesi, da quando era stato arrestato per una rapina che sembrava avesse voluto provocare proprio per trovare nella cella un rifugio, un posto riparato dal resto del mondo. Quel resto del mondo che gli si è spalancato all’improvviso dal cancello di una casa circondariale. Gli investigatori hanno pochi dubbi: con i soldi che aveva un tasca il 46enne ha rimediato una dose e una siringa, poi ha trovato un posto appartato. Per gli inquirenti era solo, non sono state trovate tracce di altre presenze. Le ricerche sono ora concentrate sui contatti che ha avuto in quelle brevi ore intercorse tra l’uscita dal carcere e la morte.

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