Pesaro, l'omicidio è premeditato: Maria
uccisa dal marito dopo l'ennesimo "no"

Martedì 13 Agosto 2019 di Luigi Benelli

PESARO - Un omicidio pianificato, nato da un rifiuto. Un rapporto finito che lui non accettava. Così ha ucciso la moglie e poi si è suicidato. Premeditato, perché si era portato con sé la corda con cui si è poi impiccato.
 

 

E’ la ricostruzione degli inquirenti sul caso dell’omicidio-suicidio avvenuta domenica in via Chiaramonti, all’angolo di via Bonini 102, a Santa Veneranda. Andrei Cegolea, 47 anni, moldavo, operaio in una ditta di mobili si è presentato a casa della moglie, Maria Cegolea, 42 anni, impegnata in una impresa di pulizia, intorno alle 12 di domenica.

Non risponde alle figlie: morta strangolata. L'ex marito trovato impiccato nel capanno

I due erano separati da circa un anno, ma ancora non avevano dato il via alle pratiche legali. Un rapporto difficile, in cui lei aveva confidato alle figlie e alle amiche il carattere violento di lui dovuto alla gelosia. Non erano mancate botte e schaffi. Ma la donna non aveva mai sporto denuncia. L’uomo tornava sempre a far visita alla figlia più piccola (15enne che viveva con la madre), ma proprio in questi giorni le due sorelle (la maggiore ha 23 anni) erano tornate in Moldavia per una vacanza.
 
Pare che lui volesse tornare in casa per ricominciare, proprio in occasione dell’assenza delle figlie, ma la donna ha detto no. Anzi, accettava le sue visite solo in presenza delle figlie, proprio per i trascorsi violenti. Lui non ha metabolizzato il rifiuto e ha deciso di agire violentemente. Già sabato era stato messo alla porta. Allora si è presentato domenica mattina, aveva ancora le chiavi dell’appartamento. Da qui una violenta lite in bagno tanto che il bidet è stato trovato sradicato dal pavimento. Il corpo di lei presentava ecchimosi e lividi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’ex marito ha inseguito la donna in casa, l’ha raggiunta in bagno e l’ha afferrata prima che lei tentasse di fuggire attraverso la finestra del piano terra. L’uomo l’ha quindi scaraventa a terra, picchiandola e soffocandola con un asciugamano stretto intorno a naso e bocca per impedirle di urlare. Asciugamano, che è stato trovato accanto al collo della vittima. Una prima ipotesi era che potesse averla strangolata, ma gli investigatori ora propendono per il soffocamento. E’ successo intorno a mezzogiorno. Nessuno dei vicini, compreso il proprietario dell’appartamento, ha sentito qualcosa, sono stati ascoltati dagli inquirenti. Ma erano al mare, assenti dalle abitazioni. L’uomo ha potuto agire liberamente. Dopo aver ucciso la moglie, con la corda che aveva portato, è andato in un capanno nelle pertinenze della casa e si è impiccato. I carabinieri lo hanno trovato in un secondo momento, qualche tempo dopo la scoperta del corpo di lei. Un allarme arrivato nella serata di domenica. Le figlie avevano chiamato varie volte Maria, ma senza ottenere risposta. Finchè hanno chiesto a un loro parente di andare a vedere cosa fosse successo. Intorno alle 19.30 Il ragazzo è entrato da dietro e ha scoperto tutto. Immediato l’allarme ai carabinieri e all’ambulanza che ha potuto solo constatare il decesso. Il sostituto procuratore della Repubblica, Giovanni Narbone, titolare dell’inchiesta, parla di un «omicidio premeditato. Si è portato la corda con cui si è impiccato, segno che aveva pianificato tutto». Un omicidio-suicidio messo in atto con lucida premeditazione al culmine di liti per gelosia che la donna purtroppo non ha mai denunciato». Non sono stati trovati biglietti o messaggi di alcun tipo. Il suo corpo è stato trovato Un altro caso di femminicidio, questa volta seguito da un suicidio. L’autopsia sui corpi è prevista per oggi e verrà eseguita dalla dottoressa Loredana Buscemi dell’istituto di medicina legale di Ancona, che è già intervenuta nella notte nella casa del delitto. La tesi della procura è netta: omicidio-suicidio. Non risultato altre persone coinvolte.

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