Baretti, edicole e chioschi: il Comune dice sì alla proroga di due anni all'occupazione del suolo pubblico

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Letizia Francesconi
Pesaro, baretti, edicole e chioschi: il Comune dice sì alla proroga di due anni all'occupazione del suolo pubblico

PESARO - Sì alla proroga di due anni per tutte le attività annuali o stagionali di chioschi, baretti ed edicole, che occupano suolo pubblico. Un’operazione che l’Amministrazione di Pesaro porta avanti per equiparare le concessioni che ricadono su demanio pubblico e comunale alle altre di demanio marittimo, come gli stabilimenti balneari, già oggetto della direttiva Bolkestein . E si profila per queste attività una nuova forma di stabilità.

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Con l’atto di indirizzo passato ieri all’esame della giunta comunale, l’assessore a Bilancio e Sviluppo, Riccardo Pozzi, ha accolto di fatto le istanze presentate dalle associazioni di categoria sul territorio, Confcommercio e Confesercenti, in vista della scadenza delle concessioni per le numerose attività presenti, dal centro al mare fino ai quartieri e che insistono sul suolo comunale.
 
Se l’Amministrazione delinea il percorso, indicando una serie di azioni per il riordino delle attività, dall’altra Confcommercio chiede che venga garantito il diritto a occupare il suolo a tutte quelle attività, per così dire storiche, a conduzione familiare. Ma nei progetti del Comune c’è ancora qualcosa di più. 
La panoramica
Per le attività come i chioschi dei fiorai, oppure ancora baretti e le edicole, la concessione di permanenza di suolo pubblico, scade proprio a dicembre. Ecco allora la necessità di una ricognizione delle varie attività esistenti. Fra le idee dell’assessore al Bilancio Riccardo Pozzi e del vicesindaco Daniele Vimini, c’è anche la possibilità oltre al rinnovo delle concessioni, di assegnare nuovi spazi per nuove attività, magari spingendo sulla valorizzazione e riqualificazione di aree e spazi pubblici, spesso troppo poco valorizzati. Una partita, che è il prosieguo di una precedente decisione dell’Amministrazione dell’aprile 2019, quando il Comune di Pesaro, capofila nella Regione, aveva deciso di anticipare la direttiva Europea Bolkestein, allungando le sole concessioni demaniali marittime per 15 anni fino al dicembre 2033. 
Il sistema di garanzia
Allora l’Amministrazione aveva creato un sistema di “garanzia”. Prima con l’assessore Antonello Delle Noci e ora con Riccardo Pozzi, il Comune è pronto a una verifica di tutte le altre attività di vendita al pubblico e chioschi di pubblici esercizi. Il passo successivo sarà emettere un nuovo bando di gara per l’assegnazione di nuove concessioni o rinnovi. 
I criteri
Il documento d’indirizzo prevede di estendere fino al dicembre 2022 la naturale scadenza dell’occupazione di suolo pubblico per le varie attività economiche. Previsti anche alcuni paletti per evitare squilibri o eventuali speculazioni. Il rilascio delle nuove concessioni, sarà infatti subordinato alla regolarità edilizia e urbanistica degli spazi e dei chioschi stessi. Entro gennaio 2021 si dovrà approvare il nuovo Piano dei chioschi ed a giugno il nuovo bando di gara aperto alle attività vecchie o nuove, per arrivare a dicembre ai nuovi provvedimenti di aggiudicazione. Che il controllo dei tecnici sia piuttosto serrato lo dimostra uno dei punti contenuti nell’atto di indirizzo, che prevede la regolarizzazione di tutte le aree pubbliche su cui insistono i chioschi, l’eventuale sgombero e l’avvio delle nuove concessioni. 
Le richieste
Iil segretario Confcommercio Davide Ippaso, ricorda che oltre un anno fa, la proroga per le concessioni demaniali, non interessava edicole o altri chioschi. «L’ultimo provvedimento intrapreso fa seguito alle istanze portate avanti dalle associazioni di categoria – commenta – auspichiamo per questo di essere coinvolti nel percorso in concerto con l’Amministrazione. 
La proroga
«Fermo restando la proroga di due anni, si chiede che venga garantito il diritto a mantenere il proprio chiosco per chi da diversi anni ha esercitato sempre la stessa attività, e sempre in quella zona o location della città. Crediamo infatti che nel momento in cui si andrà a gara, sia giusto dare precedenza a chi gestiva fin dal rilascio della prima concessione, attività a conduzione familiare che si sono tramandate, tutelando chi negli anni ha investito, senza che venga spostato in altra area, se non per motivi reali , legati a un cambio della normativa urbanistica o della viabilità».

Ultimo aggiornamento: 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA