Pesaro, non può più entrare al centro
accoglienza: aggredisce l'operatore

Giovedì 22 Agosto 2019 di Luigi Benelli

PESARO - Aggressione a Casa Freedom, il centro di accoglienza dei migranti, allestito a Fosso Sejore. Ad avere la peggio uno degli addetti della Labirinto, la cooperativa di servici che gestisce lo Sprar, finito all’ospedale che è stato colpito con un oggetto contundente da un immigrato che in base alla legge non rientrava più nei parametri dell’accoglienza.

Sferra calci, pugni e morsi al poliziotto che lo insegue: arrestato

Momenti di grande tensione e preoccupazione nella notte tra martedì e mercoledì quando un giovane originario del Gambia, sulla ventina, si è presentato alla struttura chiedendo ospitalità. Secondo i primi rilievi delle forze dell’ordine, il ragazzo era già stato ospite di Casa Freedom e aveva terminato il suo percorso di accoglienza.
 
Uno degli operatori ha cercato di spiegargli che non poteva rientrare per ovvi motivi di legge, burocratici e di opportunità, visto che aveva già usufruito di tutti i mesi possibili. Il ragazzo ha prima insistito, ma di fronte al rifiuto, ha reagito pesantemente. Prima ha iniziato a dare in escandescenze. E dai toni alti si è passati agli insulti finchè il giovane, con un oggetto contundente ha iniziato a colpire l’addetto ferendolo. Le indagini sono ancora in corso per capire con cosa abbia colpito l’operatore perché sul posto non è stato trovato alcun coltello, ma le ferite sono compatibili con lesioni da arma da taglio. L’operatore della Labirinto è riuscito a dare l’allarme e sul posto è intervenuta in tutta fretta la volante della polizia che ha sedato gli animi e permesso che l’addetto potesse andare al pronto soccorso del San Salvatore per medicare le ferite. I sanitari dell’ospedale di Pesaro hanno provveduto alle medicazioni del caso e hanno dato una prognosi di dieci giorni. Il gambiano è stato denunciato per lesioni aggravate nei confronti dell’operatore. Ma le indagini sono ancora in corso per chiarire tutta la dinamica del fatto e lo status stesso dell’immigrato.
Non è la prima volta che accadono episodi simili a Pesaro, sia a Casa Freedom che nel centro di accoglienza di Pozzo. Ad aprile scorso un migrante aveva dato in escandescenze dopo l’ennesimo invito a lasciare la residenza perché da tempo non aveva più i requisiti per rimanerci. Era la storia di un ragazzo ghanese di 21 anni arrivato mesi fa sul territorio e collocato a casa Freedom come richiedente asilo. Di corporatura molto robusta e di temperamento abbastanza fumantino, aveva reagito anche con minacce nei confronti di chi operava. Era stato segnalato sia in Questura sia, tramite un esposto, alla Prefettura. All’ennesimo invito ad andarsene, gli operatori sono stati costretti a chiamare i carabinieri, impauriti. Ben sei carabinieri sono dovuti intervenire per mettere le manette al corpulento ragazzo. È stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e per violazione di domicilio visto che non poteva più star li e occupava il posto abusivamente. 
I precedenti
A Borgo Santa Maria, a febbraio, un 23enne del Mali era molto nervoso, in attesa della sua domanda di asilo politico come rifugiato. All’improvviso ha preso un coltello da cucina di grande formato, una sorta di mannaia, e ha iniziato a brandirlo contro gli addetti della cooperativa. Urlava frasi sconnessi e minacciava tutti. Anche in quel caso è dovuta intervenire la polizia e il 118. E’ stato fermato e ricoverato per un Trattamento sanitario obbligatorio. 

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