Pesaro, il mondo della musica sotto choc: «Guagno non c'è più, addio angelo»

Martedì 11 Febbraio 2020 di Elisabetta Marsigli
Pesaro, il mondo della musica sotto choc: «Guagno non c'è più, addio angelo»

PESARO Un angelo dal sorriso coinvolgente, un sorriso che, da qualche tempo, era velato di tristezza: tutta la Città della Musica, ma non solo, è sotto choc per la scomparsa di Andrea Guagneli, per tutti Guagno, che avrebbe compiuto 33 anni il 13 febbraio. La notizia della sua morte, avvenuta nella notte tra sabato e domenica, lungo i binari che tagliano la campagna del Boncio, a pochi chilometri dalla stazione dei treni di Pesaro, si è sparsa a macchia d'olio e tocca il mondo della musica nazionale. Su Facebook e sui cellulari dei suoi amici, sono arrivati messaggi da tutta Italia, commenti affettuosi, increduli, sconvolti.

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Suonò anche in Texas al Sxsw
A volte avviene un cortocircuito che nessuno può intercettare e tanto meno fermare: una lucida, ferma consapevolezza e la conseguente decisione, dolorosa e tragica. Andrea era il batterista dei Brothers in Law, una delle band che più ha rappresentato Pesaro nel mondo, arrivando a suonare fino in Texas al Sxsw, importante festival musicale, e a vincere la Targa Mei come migliore band, ma era anche un dj noto e apprezzatissimo che si esibiva spesso nei locali pesaresi e non solo: al Menga, Dalla Cira e al Gra, fino al Covo Club di Bologna e al Bronson/Hana Bi di Ravenna.
 
Quando il Corriere lo intervistò
Era stato protagonista, 3 anni fa, di una nostra intervista, nell'indagine su Pesaro Città della Musica, dove aveva parlato delle sue passioni, tra cui la pizza Rossini, dei suoi sogni e della sua vastissima collezione di vinili. Ultimamente lavorava a Bologna, per una importante agenzia di Booking per i concerti, ma aveva collaborato con il Black Marmalade, negozio di dischi di via Delle Galigarie, insieme a Leonardo D'Elia: «Quando gli proposi di collaborare con me all'apertura del negozio, vidi il più bel sorriso che avesse mai fatto. Abbiamo lavorato insieme per due anni, finché non si è trasferito a Bologna. Era una persona meravigliosa e fragile allo stesso tempo, ma viveva per la musica: non ho mai incontrato un ragazzo più appassionato e competente di lui». Da giovanissimo aveva iniziato a frequentare il circolo Mengaroni e Roberto Baioni non riesce nemmeno a parlare per lo choc. Guagno era lì sabato sera, prima della tragedia. E proprio al Menga sono in corso idee e progetti per ricordarlo, anzi, per mantenerlo vivo nel cuore di tutti. «Mi ricordo ancora quando nel 2017 fu l'unico a presentarsi nella sede di Periferica, mentre era quasi due mesi che non mi muovevo per organizzare il festival Villa'n'roll, con birra e patatine, per distrarmi - racconta Marco Roscetti - Tanti i progetti con lui, le discussioni sulle programmazioni, le colazioni con le sue amate pizzette rossini. Riusciva sempre, in modo diplomatico ad ammorbidire l'egocentrismo degli altri e con delicata gentilezza rimetteva insieme le cose».
Grande competenza mai ostentata
«Era più grande di me, - racconta Luca Petinari - ma mi ricordo ancora quel ragazzo riccio con la maglia degli Oasis nei corridoi dello Scientifico. Poi scoprii la sua band e gli feci una delle mie prime interviste: un'emozione unica per me e lui era stato da subito disponibile e gentile. Quando iniziai la mia trasmissione alla radio, mi invitò, durante uno dei suoi dj set Dalla Cira, a presentarla. Fu il mio primo dj set ed ero emozionato e preoccupato: con la sua musica stavano ballando tutti, ma mi disse: vai tranquillo e metti roba semplice... Con lui non si finiva mai di parlare di musica, per la sua enorme competenza, ma mai ostentata: qualsiasi disco, lui lo aveva già ascoltato. Girava l'Italia e il suo sogno era sempre stato quello di fare cose in grande, di elevare Pesaro con festival e musica di qualità».
 

Ultimo aggiornamento: 18:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA