Pesaro, la mareggiata si mangia metri di spiaggia, furia bagnini: «Così è impossibile»

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Eleonora Rubechi
Pesaro, la mareggiata si mangia metri di spiaggia, furia bagnini: «Così è impossibile»

PESARO - Una stagione partita in salita, tra mille dubbi e perplessità dettate dall’emergenza Covid 19 e che adesso stenta a decollare a a causa di una situazione metereologica che si presenta altalenante: l’estate 2020 si prospetta difficile per gli stabilimenti balneari, costretti a fronteggiare anche mareggiate e turbolenze improvvise che creano forti danni ad una situazione già piuttosto provata dalle restrizioni messe in atto per arginare l’epidemia. 

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Ieri mattina una piccola ondata di maltempo, subito rientrato nel pomeriggio, ha creato subito danni inserendosi sugli storici problemi legati all’erosione. «Già l’inizio stagione è stato problematico: non sapevamo se e come aprire, eravamo consapevoli che le cose sarebbero state diverse dagli anni passati e questo ci ha trattenuto dall’azzardare investimenti manutentori e dal procedere con le assunzioni:
 
infatti lavoriamo con personale ridotto, anche molti clienti per paura delle restrizioni hanno rinunciato a prenotare l’ombrellone per l’intera stagione- è lo sfogo di Alessandro Corsini, titolare di Bagni Primavera-Ristorante Cocobongo- un introito minore a fronte delle grosse spese di sanificazione che abbiamo dovuto affrontare per tenere costantemente igienizzati bagni e lettini, avendo assunto personale appositamente per questo compito. Quando nonostante tutte le misure prese ci sono state due settimane di tempo brutto il mondo ci è crollato addosso».
I precedenti
Dopo una breve tregua, di nuovo la mareggiata nella notte del 7 luglio, che ha portato via circa 20 metri di spiaggia, accorciato lo spessore dello stabilimento, danneggiato decine di ombrelloni e lettini. “Il tempo decisamente non ci aiuta, ma il problema è annoso e legato alle scogliere: in vent’anni che sono operatore balneare non ho mai ravvisato in esse alcuna utilità, ho visto solo la spiaggia che spariva e soldi spesi nei ripascimenti, quando ci sarebbero altre soluzioni che la stessa comunità europea sarebbe disposta a sostenere economicamente mentre non vengono più elargiti fondi per le scogliere, ritenute obsolete” continua Corsini. 
Le restrizioni
Ma il freno più grande continuano ad essere e restrizioni: «Non possiamo organizzare aperitivi e tavolate, dobbiamo segnare nome e cognome di tutti i clienti, misure che sicuramente necessarie ma che costituiscono un freno alla ripresa e che ricadono soprattutto sulle spalle di noi gestori, che viviamo con la spada di Damocle delle multe. Non possiamo essere noi a svolgere il ruolo di gendarmi, è difficile per noi gestire la clientela che vuole lasciarsi andare in una serata di svago e convivialità, ci proviamo con tutto il nostro impegno anche a costo di perdere clienti, ma spesso ogni sforzo è inutle e siamo noi stessi gestori a richiedere che ci sia un intervento della polizia nel controllare i luoghi della movida».
Anche l’ex assessore Riccardo Pascucci ha postato su Facebook un filmato sui danni provocati dalla mareggiata nel suo stabilimento.

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