La picchia anche con un bastone e le strappa il cellulare, ma lei scappa dai carabinieri: marito condannato

Giovedì 15 Aprile 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, la picchia anche con un bastone e le strappa il cellulare, ma lei scappa dai carabinieri: marito condannato

PESARO - Riempita di botte e colpita con un bastone di legno, il cellulare strappato dalle mani perché non potesse riuscire a chiedere aiuto.

Ma la signora, una donna di 52 anni dello Sri Lanka, aveva trovato il coraggio di presentarsi alla caserma dei carabinieri per raccontare tutto, imboccando l’unica strada possibile per difendersi. Ieri mattina la condanna per l’imputato accusato di maltrattamenti e violenza.

 

Quell’episodio era stato solo l’ultimo in ordine di tempo di una serie di violenze, umiliazioni, privazioni nel corso degli anni. Lui, 54 anni, dipendente di una ditta locale, spesso in preda all’alcol inveiva contro la moglie. 
Il contesto
Una famiglia come tante, della prima periferia pesarese. Ma un contesto culturale diverso, in cui i diritti della donna spesso sono inopportunamente compressi e che in questo caso sono stati calpestati I carabinieri avevano accolto la signora, l’avevano ascoltata e soprattutto avevano visto i segni freschi delle bastonate ricevute. Segno che non c’era tempo da perdere. Così è scattato il protocollo operativo previsti per i casi del “Codice Rosso” per le vittime di violenza “di genere” appartenenti alle categorie più sensibili e a minorata difesa, con i Carabinieri del Nucleo Investigativo che hanno raccolto la denuncia della donna, accompagnata da una congiunta. Dalle indagini sono emersi anni di botte, vessazioni fisiche e psicologiche, umiliazioni e limitazioni di ogni sorta, che giungevano sino al punto di impedire alla donna di muoversi liberamente e persino di vedere i suoi figli e un nipotino nato da poco. 
L’indagine
Una volta ricostruiti i reiterati fatti di “maltrattamenti domestici”, la Procura della Repubblica ha richiesto nell’immediatezza al Gip del Tribunale di Pesaro una misura cautelare, soprattutto per salvaguardare la donna che era stata oltretutto pesantemente minacciata dal marito e che, anche per tale motivo, era stata portata in un domicilio protetto dai Carabinieri. L’uomo invece era finito in carcere. 
La condanna
Ieri mattina il rito abbreviato davanti al Gup di Pesaro. L’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Pagnini è stato condannato a 2 anni 2 mesi e 20 giorni e il giudice si è riservato sulla concessione degli arresti domiciliari, ovviamente lontano da lei. L’uomo dovrebbe anche frequentare il Sert per limitare l’abuso di alcol, spesso una miccia che lo ha fatto esplodere contro la moglie.

 

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