Chiuso fino a metà settembre il ristorante invaso dal fango: «Ma ci stanno aiutando in tanti, sono commosso»

Sabato 28 Agosto 2021 di Luca Senesi
Chiuso fino a metà settembre il ristorante invaso dal fango: «Ma ci stanno aiutando in tanti, sono commosso»

PESARO - Sono ancora giornate di tempo incerto e la protezione civile ha diramato l’avviso per piogge e temporali sparsi anche nella giornata odierna. Intanto a Santa Maria dell’Arzilla, la zona più colpita dalle due ore intensissime di precipitazioni nella notte tra martedì e mercoledì (75 millimetri tra le 3.30 e le 5.30) proseguono i lavori di pulizia per gli smottamenti provocati dal dilavamento dei terreni. Tra i più colpiti il ristorante La Giara con danni ingenti e chiusura dell’attività almeno fino alla metà del mese di settembre.

 

Il lavoro sarà ancora lungo e faticoso ma ieri finalmente i pavimenti del grande salone ristorante sono di nuovo affiorati dopo essere stati sepolti dalla melma che aveva allagato l’intero locale. 

I sostegni

Inarrestabili i proprietari, i dipendenti e i volontari hanno continuato a togliere via il fango che ha provocato danni e danneggiato mobili e attrezzature. Una bella catena di solidarietà in aiuto del ristoratore. «Finalmente cominciamo a vedere la luce – dice uno stanco ma inarrestabile Luca Scaglioni il titolare che non vede l’ora di poter riaprire– dopo aver liberato una prima volta salone dalla melma questa in parte vi è tornata perché abbiamo dovuto spingervi di nuovo quella accumulatasi nelle stanze della cucina e della pizzeria e così il lavoro di pulizia continua». Ancora una volta sono arrivati volontari della protezione civile e ieri anche quelli del centro operativo del Comune che con una idropulitrice hanno continuato nella pulizia degli spazi. «Voglio ringraziare tutti coloro che in queste ore ci stanno aiutando e sono venuti personalmente a darci una mano a titolo gratuito e di amicizia, è veramente importante per noi». Anche Davide Ippaso, segretario comunale di Confcommercio, si è presentato per lavorare in segno di solidarietà. «Particolarmente difficile - continua il ristoratore - è stato anche trovare un’impresa di pulizie che accettasse di intervenire dopo le immagini viste sui media su come era ridotto il locale. Dobbiamo dire grazie alla Lucente, unica impresa che ha risposto al nostro appello». Ancora ben visibile nello spazio esterno e retrostante del locale i segni del fiume di fango che ha letteralmente travolto quanto vi era sia dentro che fuori dal locale con le stanze ancora sottosopra, un grande frigo ribaltato e il locale caldaia invaso dalla melma. Ora si guarda al futuro con la speranza che a metà settembre la Giara possa riaprire. «Il mio appello – conclude Scaglioni - è quello che ci diano la possibilità di far ballare con tutte le precauzioni previste: green pass, mascherine e il resto ma lasciateci lavorare o tantissime imprese di questo settore moriranno entro dicembre».

 

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