Pesaro, morto il re della porchetta Patenta: Luigi Pieri si spegne a 90 anni. Fine di un'epoca di grande cibo e basket

Pesaro, addio al re della porchetta Patenta : Luigi Pieri si spegne a 90 anni. Fine di un'epoca di grande cibo e basket
Pesaro, addio al re della porchetta “Patenta”: Luigi Pieri si spegne a 90 anni. Fine di un'epoca di grande cibo e basket
di Elisabetta Marsigli
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Martedì 5 Dicembre 2023, 03:20 - Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 07:05

PESARO - Con la morte di Patenta scompare un’epoca: queste le parole di molti amici e frequentatori di uno dei locali più famosi di Pesaro. Luigi Pieri, aveva compiuto 90 anni in agosto e il suo locale a Chiusa di Ginestreto era la meta di molti pesaresi e sportivi. Squadre di basket, di calcio, di pallavolo conoscevano e hanno frequentato Patenta per anni. 

Forte come un leone

Nelle ultime settimane, Gigi era stato ricoverato a Galantara, ma era sereno, come racconta la figlia Fabiola: «È come se i suoi 90 anni gli fossero pesati tutti in una volta, ma è sempre stato consapevole di questo e noi gli siamo stati tutti molto vicini, fino all’ultimo.

Era sempre stato forte come un toro, ma se n’è andato sereno, senza soffrire. Ha sempre affrontato tutta la sua vita come un leone: è stato un meraviglioso papà, non ci ha fatto mancare niente e tutto quello che faceva lo faceva per la sua famiglia. È partito dal niente e ha lavorato tantissimo, pensando al nostro benessere». 

Le leggende sul soprannome

Le origini del soprannome Patenta sono curiose: «Sembra che provenisse dal fatto che una famiglia benestante di Talacchio avesse ricevuto un diploma per aver fatto tanti figli, un patentino», prosegue Fabiola «ma c’è anche un’altra storia che riguarda un viaggio a Roma in cui andarono a prendere una particolare “patente” o licenza. È sempre stato difficile capire le origini di questo nome, sono troppe le “leggende” e le storie che sentivamo». Si dice anche che il suo mestiere lo iniziò grazie al tritacarne che i canadesi gli lasciarono alla fine della guerra. Che fosse legato alla pallacanestro pesarese è un dato di fatto: sue sono state le porchette della famosa tavolata del 1988 dopo la vittoria del primo scudetto. Da lui andavano volentieri tutti i giocatori e, tra tutti, Daniel Hackett è andato a trovarlo qualche giorno fa a Galantara, per testimoniare il suo affetto. 

Epiche merende

Davide Ippaso lo ricorda come persona solare e sempre sorridente: «Una vivacità e serenità che Gigi aveva anche da anziano, che faceva capire quanto la vita lo avesse forgiato, quanto si fosse sempre dedicato alla professione con la gioia di farlo. E quando uno ama il suo lavoro non può che dare il massimo. Ricordo ancora la gioia dei sabato pomeriggio passati da lui a fare merenda: una merenda che durava dalle 3 alle 7 di sera. Momenti di convivialità nei quali ti sentivi a casa. Aveva gli occhi di una persona bella e pura». «Pieri da tutti conosciuto come Patenta ci lascia a90 anni ma il suo nome e la sua attività rimarrà a lungo nella mente dei marchigiani», afferma Amerigo Varotti.

Il re della cucina

«La porchetta di Patenta è un prodotto di grande qualità arciconosciuto. Un prodotto del territorio di cui dobbiamo ringraziare Luigi». La tradizione continuerà, ma la figura di Patenta rimarrà nel cuore di tutti. Oggi alle 18 il rosario nella chiesa di San Fabiano a Villa Ceccolini, dove domani alle 15 si celebreranno i funerali.

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