Lockdown e green pass, il mondo del fitness al bivio: meno clienti e abitudini cambiate

Martedì 18 Gennaio 2022 di Camilla Cataldo
Lockdown e green pass, il mondo del fitness al bivio: meno clienti e abitudini cambiate

PESARO  - Dal 10 gennaio in base alle nuove regole è necessario il Super Green pass per allenarsi nelle strutture private, palestre e piscine. A una settimana dalla (ri)partenza, il riscontro non soddisfa chi tiene in piedi il sistema. Federica Baioni, di Officina in Movimento, afferma: «Per i sostegni ci siamo mossi molto nel 2021 e ci sono arrivati bonifici dalla Regione. È tutto molto calmo, le palestre hanno avuto un calo almeno del 30-40% sulle frequenze per varie motivazioni. Continuiamo a rispettare le regole e non facciamo entrare liberamente, continua a esserci la paura del virus e c’è tanta gente in quarantena. E’ un momento molto difficile per noi. Aspettiamo se ci saranno dei cambiamenti». Quello delle palestre resta uno dei settori più colpiti.

 


«La differenza è notevole, per i contagi in giro e per le quarantene, il Super Green pass incide, una parte dei clienti entrava col tampone. Specialmente i ragazzini dai 12 anni in poi sono andati persi anche a livello agonistico. Il calo era anche precedente, non abbiamo recuperato dall’anno di riferimento 2019, eravamo già sotto e ora va peggio. Stiamo pagando molto anche a livello di fitness», evidenzia Luca Fontana della Palestra Activa. Glauco Tesei, dello Smash Fitness & Medical, propone un punto di vista diverso. «E’ vero, c’è stata una ulteriore restrizione, e ci penalizza ancora a livello di ingressi. Farei un’altra riflessione: il calo di persone all’interno delle palestre c’era già prima di questa restrizione, parlo un po’ per tutti. La diminuzione è quasi del 50% rispetto al 2019, per la paura dei contagi, per i no vax. Il problema grosso che si è venuto a verificare dal lockdown e con i risvolti della pandemia è che la gente ha cambiato abitudini. Preferisce camminare, scegliere esercizi online ed è un grande peccato; frequentare la palestra è un modo per socializzare, stare bene in salute e con se stessi. Diamo comfort alla persona che entra, dal pavimento all’ istruttore preparato, alle attrezzature più a norma: non c’è paragone con una proposta virtuale. Dobbiamo riacquistare tutto questo più che lamentarci, occorre riprendere credibilità e il nostro saper fare. Siamo ripartiti ma il sistema è “moscio”, c’è poco entusiasmo. E’ uno degli ambienti dove meno ti contagi, torniamo ad avere il piacere di fare un’ora di palestra con un trainer che ti segue e un programma su misura. Dobbiamo riconquistare la fiducia della gente anche con questo. Girano meno soldi? Può essere uno dei motivi, non il principale, ma anche online si paga… E alcuni sono venuti da me, che faccio rieducazione funzionale, dopo essersi fatti male svolgendo esercizi a casa. Il contatto diretto è un’altra cosa».


Il messaggio è: «Ridare la voglia di tornare in un luogo protetto con persone che sanno fare il proprio lavoro». La personal trainer Sabrina Cermaria, di Met Fitness, è la più propositiva e ha qualche suggerimento. «Le nuove regole portano a perdere un po’ di frequenza per il fatto che si tende ad andare meno nei luoghi dove si può incontrare gente. Per me è più semplice, perché lavoro su appuntamento e non prendo più di tre persone all’ora. La maggior parte dei clienti ha tre dosi di vaccino, ne ho persa una piccola parte. Tutti sono attenti anche a come noi disinfettiamo e sono felici di allenarsi in numero ristretto». 


«Dovremmo tranquillizzare il pubblico - conclude - Ho notato che non si è abbandonata la palestra perché la si vede come un modo per stare in salute. Si cerca di trovare spazi per il benessere, l’attività fisica alza le difese immunitarie. I ristori a me sono arrivati, 3mila euro dallo Stato, di recente, e dal Comune un aiuto per i dispositivi per la sanificazione».

 

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