La lettera dei figli di Marcello Berloni al Corriere: «Ci lasci la fierezza di questo cognome e un tesoro di valori»

Oggi alle 16 i funerali dell'imprenditore pesarese

Marcello Berloni con la moglie Anna e i nipoti
Marcello Berloni con la moglie Anna e i nipoti
di Silvia Sinibaldi
5 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Luglio 2022, 09:21 - Ultimo aggiornamento: 17:53

Roberto, Katia e Andrea, i 3 figli di Marcello Berloni, hanno affidato al Corriere Adriatico le loro parole a 24 ore dalla morte dell’imprenditore. Una lunga lettera, commovente ed emozionante, che pubblichiamo integralmente, nel ricordo di uno storico imprenditore della nostra provincia e della nostra Regione. «Ciao babbo, eravamo molto indecisi se scrivere o meno questa lettera, ma il cuore ha prevalso su tutto. Sapevamo che avremmo dovuto affrontare questo momento, ma è stato difficile accettarlo. Starti vicino in questi ultimi mesi, per noi, non è stata solo una sofferenza, ma anche un ulteriore insegnamento. Eravamo con te quando dicevi a chi ti veniva a trovare “sono qui e lotto” e a noi, ogni volta, si formava un groppo in gola. Avremmo tante cose da dire, ma ci vorrebbe troppo tempo». 

Le scelte dolorose

La lettera continua: «Eravamo accanto a te quando hai affrontato tutte le scelte dolorose di questi anni, quando rimasto solo, nonostante tutto, non ti arrendevi mai. Eri e sarai uno stimolo anche per noi nel volere andare avanti. Come avremmo potuto mollare noi, se tu eri sempre lì sul pezzo, a fare, a pensare, a costruire. Sono stati mesi per te di dura battaglia dove hai dovuto stravolgere le tue piacevoli abitudini. Una di queste era cucinare nel fine settimana per tutti noi. Come ci mancheranno, ora, quegli inviti e quelle mangiate insieme. Il libro delle tue ricette lo faremo, è una promessa. Ci hai lasciato tutto, ci basterà solo comporlo. Così come la storia della tua vita. Ricordo ancora quando ti abbiamo chiesto di scrivere i tuoi ricordi, i viaggi, gli aneddoti, le persone che avevi incontrato, quello che non ci avevi mai detto o non ricordavamo. Soprattutto, volevamo che fossi tu a scriverlo, a raccontarlo ai tuoi amati nipoti. Avevamo dei dubbi se l’avresti fatto o meno, ma già l’indomani incominciasti a scrivere. Fummo piacevolmente sorpresi, caro babbo, quelle memorie, insieme alla giornata a Serrungarina, trascorsa insieme a noi e ai nipoti, rimarranno per sempre impresse nella storia della nostra famiglia, indelebili. Abbiamo capito, anche da quegli appunti, quanto fossi legato e grato alla Berloni cucine, come la definisci tu, “la Mamma” di tutto. Siete partiti dal nulla te e lo zio, anche con l’aiuto e i sacrifici del nonno. Da lì ti sei forgiato, da lì è nato tutto, hai messo a frutto la tua genialità e insieme allo zio avete creato qualcosa di molto importante. Hai sempre tenuto fede e messo in pratica due cose fondamentali: il rispetto della parola data e la riconoscenza. Hai sempre affrontato tutto con il sorriso, una cosa che tutti ti hanno sempre riconosciuto».

Le testimonianze d'affetto

«Babbo, le testimonianze di affetto e stima che abbiamo raccolto in questi giorni ci hanno riempito di emozione e gioia. Vedere come, in pochi giorni, eravamo riusciti a organizzare una cena riunendo le nostre famiglie, anche con fratelli e nipoti, oltre che con le persone che avevano fatto la storia dell’azienda e della tua vita. Anche se non li sentivamo ormai da tempo, la loro immediata adesione ci ha fatto comprendere, ancora di più, quanto fossi una persona veramente speciale. Il destino ce l’ha impedito, con grande rammarico per tutti. Babbo eri e sei una persona che ha fatto tanto nella vita, molte persone ti ricordano con gratitudine, hai cambiato le loro vite in meglio. Tante persone, quando per loro non eri più il grande imprenditore di successo, sono sparite, alcune ti hanno voltato le spalle. Altri, pochi, sono rimasti al tuo fianco. Ricordo alcune frasi che ci dicevi: “Siate sempre corretti con tutti e quello che non vorrete che facciano a voi, non fatelo agli altri.” “Prima o poi qualcuno si ricorderà del bene ricevuto.” “Non vergognatevi mai se siete stati corretti.” “Tutti possiamo sbagliare, non portate rancore.” Nei giorni scorsi ci hai detto: “Ho lottato tanto nella mia vita, ho avuto successo e alla fine mi sono ritrovato senza nulla, ma sapere di aver lottato per un qualcosa in cui credevo, dando tutto me stesso, mi lascia in pace con la coscienza”».

Gli insegnamenti

«Questi sono solo alcuni dei tanti insegnamenti che ci hai lasciato, di cui faremo tesoro. Cercheremo di estenderli ai nostri figli. Babbo ci lasci un qualcosa che ha un valore inestimabile: la fierezza di portare questo cognome che sei stato capace, insieme allo zio, di far conoscere in Italia e nel mondo. Ci lasci il bellissimo ricordo, la stima e l’affetto che chi ti ha conosciuto veramente ha di te, molti ci hanno detto, in questi giorni, che è stato impossibile non volerti bene. Ricordiamo il dolore che hai dovuto affrontare quando con la tua scelta si interruppero i rapporti con tuo fratello e i tuoi nipoti. Tante volte ci hai chiesto “perchè?” Sappiamo che questo fu per te il più grosso dolore della tua vita. Ti vedevamo contento quando ti risentivi con tuo fratello. Ciao Babbo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA