Pesaro, i cantieri sono una corsa a ostacoli: le sorprese del sottosuolo fanno scattare le bonifiche. Soprattutto ex Consorzio agrario ed ex Amanup

Pesaro, i cantieri sono una corsa a ostacoli: le sorprese del sottosuolo fanno scattare le bonifiche. Soprattutto ex Consorzio agrario ed ex Amanup
Pesaro, i cantieri sono una corsa a ostacoli: le sorprese del sottosuolo fanno scattare le bonifiche. Soprattutto ex Consorzio agrario ed ex Amanup
di Luca Senesi
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Sabato 3 Febbraio 2024, 02:20 - Ultimo aggiornamento: 11:42

PESARO - Non solo l'ex Amga, ci sono una serie di operazioni di bonifica in corso nel territorio del Comune di Pesaro che riguardano siti dove un tempo sorgevano i Consorzi agrari, impianti di carburante e depositi di ex aziende pubbliche come l'Amanup la vecchia società del trasporto pubblico. Aree oggi dismesse e che si ritrovano al centro di operazioni immobiliari per cui la bonifica del sottosuolo diventa necessaria. E' il caso dell'area dell'ex Consorzio agrario in zona porta dove da tempo si è insediato il cantiere della società Nova Portum (che comprende anche la Renco) per realizzare il complesso di Calata 52, forse più conosciuto come complesso delle due torri, in base al progetto originario divulgato all'epoca e che prevede due palazzi da sette piani tra residence e negozi fronte porto.

La verifica

La società in questi mesi, prima di poter proseguire i lavori edificatori, ha dovuto verificare la presenza o meno di eventuali siti contaminati per poi procedere con la bonifica.

Il 10 agosto scorso Nova Portum ha comunicato al Comune e agli enti preposti come l'Arpam e la Regione Marche il rinvenimento di una presunta contaminazione anche se i successivi esiti del campionamento delle acque sotterranee, non hanno evidenziato potenziali contaminazioni in relazione alle attività presenti in sito, e confermato, pertanto, la volontà di procedere secondo la procedura semplificata di bonifica. Successivamente sono stati comunque aggiunti 3 nuovi punti di campionamento, mentre da poco si è conclusa la Conferenza dei servizi terminata con la presa d'atto dell'approvazione, con prescrizioni, del documento "Piano di collaudo- Caratterizzazione del sito", collaudo che è stato eseguito nella seconda metà del mese di gennaio con l’Arpam che procederà alla validazione dei relativi dati e ne darà comunicazione al Comune entro i 45 giorni successivi.

Non solo. Il Comune ha stanziato 50mila euro come primo intervento volto ad accertare il sospetto inquinamento di un’area di via Trometta, angolo via Sonnino, che ha ospitato per lungo tempo il deposito degli autobus dell’allora azienda municipalizzata di trasporti Amanup da dismessa. L'area interessata, in base alle previsione del Prg, viene destinata a residenziale ed è anche al centro di un’operazione immobiliare, tuttavia prima necessita di essere bonificata. La potenziale contaminazione è stata scoperta qualche tempo fa nel corso di una serie di trattative per l’acquisizione del parcheggio di Porta Cappuccina tramite permuta. Il deposito dei mezzi utilizzati dell’Amanup è stato oggetto di indagini Georadar eseguite dallo Studio di Geologia e Geofisica con sede a Siena, per conto della Società Arcovallato (la società che ha poi ceduto Porta Cappuccina al Comune). Tali indagini hanno evidenziato, al di sotto del piano campagna, alcuni tipi di anomalie associabili alla presenza di sottoservizi, di terreno rimaneggiato con probabile presenza di elementi antropici, di elementi metallici riconducibili a cisterne o strutture interrate.

La valutazione

In considerazione di ciò, in vista di un eventuale prosieguo delle attività propedeutiche agli interventi di natura edilizia sull’area, si è reso necessario procedere preliminarmente alla realizzazione di una indagine ambientale finalizzata all’accertamento dello stato ambientale del suolo, sottosuolo e delle acque sotterranee. In particolare, i dati acquisiti dall’indagine preliminare ambientale hanno messo in evidenza superamenti rispetto ai valori limite corrispondenti alla soglia di contaminazione. L’area è stata acquisita dal Comune di Pesaro nel 1972 ed in essa ha operato il Comune stesso, per il tramite dell’azienda municipalizzata Amanup e a tutt'oggi risulta proprietario dell’area. Tale scenario individua il Comune quale proprietario e gestore dell’area tramite l’azienda municipalizzata Amanup. Sarà la Wisp, che già si occupa della bonifica dei siti che un tempo ospitavano gli impianti di carburante, a occuparsi della caratterizzazione dell’area per 50mila euro.

Luca Senesi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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