Il ladro bivacca mangiando sementine: incastrato dopo anni dal Dna nella saliva

Pesaro, il ladro bivacca mangiando sementine: incastrato dopo anni dal Dna nella saliva
Pesaro, il ladro bivacca mangiando sementine: incastrato dopo anni dal Dna nella saliva
di Luigi Benelli
4 Minuti di Lettura
Sabato 13 Febbraio 2021, 04:20

PESARO - Un vecchio caso irrisolto, una storia in perfetto stile Csi, la celebre serie televisiva su indagini sofisticate e cold case. Bisogna partire da bucce di sementine nell’auto, bottiglie consumate. Quanto basta per sperare di trovare tracce di saliva. Tutti materiali repertati e spediti ai carabinieri del Ris di Roma che li hanno analizzati e trovato profili genetici di tre persone. Una storia che nasce nell’occasione del rinvenimento di un veicolo rubato e usato per una tentata effrazione ai danni di un bar, nel 2016. Il personale della Sezione Operativa del Norm aveva repertato ogni traccia e l’aveva inviata al Reparto investigativo speciale, così come avvenuto in occasione di altri reati, perpetrati tra il 2013 e il 2015. 

 

Gli accertamenti

Gli esami, disposti dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Pesaro, avevano consentito di individuare tre profili genetici compatibili con le tracce lasciate su numerose scene del crimine in mezza Italia. Sementine, bottiglie, cacciaviti, arnesi da scasso. Saliva, sudore, tutto analizzato e identificato nei laboratori romani. Ma nonostante i tre profili genetici, nessun match nella banca dati delle forze dell’ordine. In pratica si parla di Ignoto 1, Ignoto 2 e Ignoto 3. Finché arriva la svolta. In occasione dell’arresto di un pluripregiudicato moldavo, i nodi sono venuti al pettine: il suo Dna combaciava con quello repertato in passato. Bingo, ma c’è un problema. Il moldavo che era finito dentro per resistenza a pubblico ufficiale e altro, è stato scarcerato prima dell’esito della comparazione. Ora si sa chi è ed è gravato da un ordine di carcerazione ed è solo questione di tempo prima che debba rendere conto di tutti gli episodi criminali cui la sua firma genetica lo lega, non solo nelle Marche. Gli esami del Ris, infatti, hanno permesso di mettere lui e altri suoi due complici, cui solo il tempo potrà dare un nome un volto, in relazione con una serie di reati che coprono un arco di quasi dieci anni, tra i quali persino un episodio di violenza sessuale, rapina e sequestro di persona avvenuta nel 2015 in provincia di Ferrara. Sono almeno sette i furti nelle Marche, tra consumati e tentati, che i reperti raccolti dai Carabinieri del Norm di Pesaro hanno consentito di collegare al moldavo. Tra gli episodi locali cui il malvivente è stato collegato, l’effrazione nel 2015 ai danni del Trony di Rio Salso, nel Comune di Tavullia, un furto quella volta non riuscito ma ennesimo episodio di una serie che aveva fatto scalpore per la spavalderia dei malviventi, che avevano colpito ben quattro volte nel giro di pochi mesi, incuranti persino della presenza dei proprietari. I ladri avevano colpito al Trony più volte.

I raid e i precedenti

Dopo tre raid, costati alla proprietà complessivamente 195mila euro di prodotti rubati e ingenti investimenti nei sistemi di sicurezza, alla banda la quarta volta è andata male: nel trambusto provocato dall’allarme e dalla mobilitazione della famiglia, il ladro era scappato a mani vuote. Si era intrufolato nel negozio passando da una botola a 11 metri di altezza e poi era riuscito a fuggire. Adesso a distanza di anni e dopo una serie di reati da contestare il cerchio si sta per chiudere definitivamente. Le forze dell’ordine lo stanno cercando per arrestarlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA